Arrigo Sacchi in “Mostra” a Fusignano (RA)

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di Gabriele Zompì

Il comune di Fusignano (Ravenna) rende omaggio ad un suo illustre cittadino, il grande commissario tecnico Arrigo Sacchi, con una mostra a lui dedicata presso il Museo Civico San Rocco di via Vincenzo Monti n°5 dal 6 settembre al 2 ottobre 2007.

La mostra raccoglie le foto più belle ed emozionanti della lunga carriera di Sacchi ed ha per titolo “La cosa più importante di quelle non importanti”. Non mancheranno anche i trofei conquistati da Sacchi nella sua carriera, esposti, è il caso di dire, “in bella mostra”. La proiezioni di alcuni filmati esaltanti delle sue vittorie e altri ricordi di mille imprese sportive.

Fin dall’adolescenza, Sacchi fu attratto inesorabilmente dal calcio, sua grande passione, pur essendo un giocatore poco più che mediocre. Fu così che, in seguito ai suoi vari tentativi di inserirsi in squadre e squadrette di vario tipo, con il tempo si andò delineando la sua figura di allenatore.
Si diplomò allenatore professionista al corso di Coverciano, assieme ad un altro grande del calcio, Zdenek Zeman.
Ha allenato squadre come il Fusignano, l’Alfosine e il Bellaria e, poiché mostrava nerbo e carattere, nonché lucidità e idee rivoluzionarie, nessuno si meravigliò quando gli affidarono il settore giovanile del Cesena. La cittadina romagnola era, allora, una specie di tempio del calcio.
Nella stagione 1982/83 Sacchi devenne allenatore del Rimini in C/1, l’anno dopo ci fu il passaggio alle giovanili della Fiorentina e nel 1984/85 tornò di nuovo a Rimini in C/1; nel 1985 si è trasferì a Parma dove rimase fino al 1987.
Approda in serie A durante il campionato 1987/88 e Silvio Berlusconi, neopresidente milanista, decide di chiamarlo sulla panchina della propria squadra, dopo l’ottima prova che il Parma guidato da Sacchi (allora in serie B), aveva effettuato contro il Milan di Liedholm, in Coppa Italia. Con la squadra milanese, Sacchi vincerà lo scudetto nel 1987/88, arriverà terzo nel 1988/89, secondo nel 1989/90 e nel 1990/91.
Come allenatore ha collezionato diverse vittorie, tra cui una Supercoppa Italiana (1989), due Coppe dei Campioni (1988/89 e 1989/90), due Coppe Intercontinentali (1989 e 1990) e due Supercoppe Europee (1989 e 1990).

Il 13 novembre 1991 Sacchi subentrò ad Azeglio Vicini come commissario tecnico della Nazionale Italiana, che condusse ai Mondiali USA del 1994, ottenendo il secondo posto dopo il Brasile. Nel 1995 portò l’Italia alla qualificazione per la fase finale dell’Europeo ’96. Nel 1996 Sacchi rinnovò il contratto che lo avrebbe legato alla guida della Nazionale fino al 31/12/’98, ma poco tempo dopo, in seguito a polemiche sulla sua conduzione, preferì lasciare il posto a Maldini, già allenatore della nazionale giovanile.
Infine, il suo ultimo incarico fu quello alla guida del Parma. Il troppo stress, l’eccessiva fatica e le troppe tensioni a cui era sottoposto (anche per l’attenzione morbosa che il gioco del calcio riceve in Italia), lo indussero però a lasciare la panchina della squadra emiliana dopo solo tre partite.

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