Nuovo Municipio a Malalbergo (BO)

di Gabriele Zompì

Sabato 1 settembre 2007 alle 11.00 la presidente delle Provincia di Bologna Beatrice Draghetti parteciperà all’inaugurazione della sede restaurata del Municipio di Malalbergo (piazza Unità d’Italia, 2).

Alla cerimonia saranno presenti anche il sindaco di Malalbergo, Massimiliano Vogli, il senatore Federico Enriques, il vescovo ausiliario mons. Ernesto Vecchi, che impartirà la benedizione.

Dopo quasi 60 anni dalla sua ricostruzione, il palazzo Municipale è stato oggetto di un intervento di restauro cominciato a maggio del 2006 che ha permesso di recuperare spazi finora inutilizzati e di abbattere le barriere architettoniche rendendo l’edificio fruibile anche alle persone disabili e anziane.

Ora il palazzo ospita, al piano seminterrato l’archivio, al piano rialzato i servizi scolastici, quelli alla persona e quelli elettorali, l’URP e l’anagrafe. La sala Consiliare, l’ufficio del sindaco, il segretario comunale, gli assessori, lo staff del sindaco, la sala riunioni e i messi comunali trovano posto al primo piano, mentre il secondo piano è ora destinato all’ufficio tecnico e ufficio ragioneria.

Malalbergo si trova in provincia di Bologna, sulla S.S. 64 “Porrettana”, a 30 Km dal capoluogo e a 17 Km da Ferrara.
Il toponimo (nella grafia originale Malalbergo) risale al XVI secolo e testimonia che il paese, luogo di confine tra il bolognese ed il ferrarese, ospitò parecchi fuoriusciti, facendosi una cattiva nomea.

Il nucleo urbano, noto fin dall’ XI secolo col nome di Maletum, sorse lungo il corso del Canale Navile, la via fluviale che metteva in comunicazione Bologna con Ferrara, Venezia e le coste romagnole.

Proprio dal XVI secolo, con la costruzione del porto e del relativo scalo delle merci conobbe un notevole aumento, anche dal punto di vista demografico e commerciale. Nel 1583 la Gabella Grossa di Bologna edificò il palazzo della Dogana che, due secoli dopo, fu sede della Gendarmeria, l’odierno “Casermone”.

Dal 2 ottobre 1857, su proposta di Papa Pio IX, il nome Malalbergo fu mutato in Buonalbergo.

La nuova denominazione rimase però per poco tempo; infatti, con l’avvento del Regno d’Italia, su richiesta del Consiglio comunale, il vecchio vocabolo fu ripristinato il 20 dicembre 1860.

Durante l’ultimo conflitto mondiale, precisamente il 19 aprile 1945, il paese subì un bombardamento aereo alleato che distrusse oltre i 2/3 del centro abitato; tra gli edifici distrutti o gravemente lesionati ricordiamo la chiesa parrocchiale Settecentesca, le scuole elementari, il palazzo della Ragione e il palazzo Comunale opera dell’illustre architetto Giuseppe Mengoni.

Oggi si possono ammirare monumentali edifici, quali il nuovo Municipio, terminato nel 1951, la nuova Chiesa parrocchiale riedificata nel 1953, il Palazzo Marescalchi, costruito verso la metà del XVIII secolo, odierna sede della Biblioteca comunale ed il “Casermone”, simbolo del vecchio Porto sul Navile.

Oggi l’economia del paese e del territorio comunale è basata sull’agricoltura con produzione e lavorazione di frutta (soprattutto pere d’alta qualità), barbabietole da zucchero e con la coltivazione e la commercializzazione del rinomato asparago verde di Altedo, produzione che può vantare un livello qualitativo particolarmente elevato, testimoniato anche dall’attribuzione dell’IGP (Identificazione Geografica Protetta); non mancano però le attività artigianali in svariati settori produttivi.