Girolamo Dai Libri in mostra

Girolamo Dai Libri

Ecco una mostra tanto rara e raffinata, quanto in grado di emozionare chiunque la visiterà.
E’ quella dedicata a Girolamo Dai Libri, lo straordinario artista attivo a Verona tra la fine del Quattrocento e la metà del secolo successivo, di cui il Museo di Castelvecchio propone una meravigliosa sequenza di opere fino al 15 febbraio, in sala Boggian.

E’ la prima monografica dedicata ad un maestro che riscosse l’ammirazione appassionata di Vasari e che ottenne già a 16 anni la commissione per la Deposizione dalla Croce per l’altare della famiglia Da Lisca nella importante chiesa monastica di Santa Maria in Organo, pala che destò meraviglia per lo stile finissimo e il colorito armonioso. Caratteristiche di un classicismo misurato e sapiente che Girolamo affinò nel tempo e che gli derivavano dalla consuetudine familiare per la pittura ma soprattutto per la miniatura, l’arte nella quale eccelse e si distinse come prim’attore sulla scena veronese del Rinascimento.


Proprio la raffinata eleganza e lo squisito equilibrio formale delle sue grandi pale d’altare hanno contribuito a far si che opere di Girolamo siano esposte nei più grandi musei internazionali, dal Metropolitan al Louvre alla National Gallery, accanto ai capolavori dell’arte italiana rinascimentale.

In Italia il suo nome è ancora legato soprattutto alla fama di insuperabile miniatore, mentre a livello internazionale la sua attività pittorica riscuote grande notorietà. Una lacuna, questa, che la mostra si propone di colmare proponendo, vis-à-vis, le testimonianze più significative di ciò che Girolamo seppe creare nell’arte “dei libri” e di Girolamo pittore.
Certo è che dalla miniatura egli trasse non pochi spunti per la pittura “in grande”, dalla minuzia del disegno al gusto per il colore e lo splendore delle superfici sino agli elementi naturalistici che arricchiscono le sue grandi tele e spesso finiscono per connotare fortemente l’opera: “La Madonna dei conigli”, “La Madonna della quercia”, “IL Battesimo degli ibis”, la “Madonna dell’ombrello”, dipinti tutti popolati da “comprimari” del mondo animale.

In mostra verrà riunito – per la prima volta – il gruppo di dipinti realizzati dall’artista per Santa Maria in Organo, la chiesa che gli commissionò la sua prima grande pala e per la quale continuò ad operare per oltre 15 anni. Tornano così insieme pale d’altare, ante d’organo dipinte da Girolamo in collaborazione con Francesco Morone, e due pannelli su tavola che decoravano un’ancona lignea intagliata da fra Giovanni per la cosiddetta cappella della Muletta, appena recuperate sul mercato antiquario estero dalla Fondazione Domus di Verona e presentate al pubblico in quest’occasione.

Ampia attenzione, e non poteva essere diversamente, la mostra riserva all’attività di Girolamo miniatore.
Ad aprire l’estesa sezione dedicata alle miniature saranno gli Statuti et Ordinamenta Domus Mercatorum, celebre raccolta di disposizioni che regolavano le Arti della mercatura a Verona, e alcuni esemplari illustrati dalla raffinatissima mano del padre di Girolamo, Francesco Dai Libri. A seguire sarà presentata l’intera collezione di miniature di Girolamo appartenenti al Museo di Castelvecchio, fondo di recente catalogato e in parte restaurato grazie al finanziamento della Regione del Veneto.

L’accuratissima ricerca condotta da Gino Castiglioni con il supporto di nuove tecnologie informatiche, ha consentito di “ricollocare” nel loro contesto originario gli oltre 100 pezzi tra fogli, carte, capilettera, ritagli figurati e ornati provenienti da libri liturgici originariamente appartenenti alla biblioteca monastica di Santa Maria in Organo, tagliati e smembrati nel corso dei secoli e giunti al museo civico nell’Ottocento con la donazione del conte Buri. Dal confronto con i testi sacri della liturgia, le miniature sono state ricondotte ai libri, dispersi, cui appartenevano.

Non pochi i motivi di interesse, quindi, per una mostra che, riallacciandosi alla recente, fortunata esposizione “Mantegna e le Arti a Verona 1450 – 1500”, apre un nuovo ciclo espositivo dei Musei scaligeri intitolato emblematicamente “In Visibilia”. Ad indicare l’intento del Comune di Verona di presentare nuclei di opere delle proprie collezioni raggruppate per autore o momento storico, artistico o per tipologia, inedite e poco conosciute alla stessa comunità di studiosi oltre che al pubblico, valorizzate con attività di studio, catalogazione, restauro.