Il cervo e la Vergine di Francavilla Fontana (BR)

Continua il nostro viaggio tra riti e leggende del popolo di Puglia. Stavolta la tappa è a Francavilla Fontana, splendido e antico centro del brindisino, teatro di fatti davvero strani avvenuti in passato. Fatti tramandati da generazione in generazione, come questo che narra delle origini della città. Le origini di Francavilla Fontana infatti sono legate ad una leggenda che fa riferimento al fortuito ritrovamento dell’effigie di una Madonna.
Si racconta che il 14 agosto 1310, mentre il principe di Taranto Filippo d’Angiò si trovava a caccia nei pressi del villaggio di Casalvetere, zona rinomata per i suoi boschi estesissimi, accadde un avvenimento inconsueto e straordinario. Durante la battuta, un uomo del seguito, certo mastro Elia Marrese, spingendosi all’interno del bosco, si accorse della presenza di un cervo sulla riva di un piccolo lago. Una preda ambitissima che sicuramente avrebbe fatto la felicità del principe. Ma quando il cacciatore scoccò la freccia per colpire l’animale, questa invece di dirigersi contro il cervo, volse la punta verso di lui per trafiggerlo.
L’incomprensibile avvenimento spinse l’uomo ad urlare per richiamare l’attenzione dei compagni, i quali, giunti nel luogo insieme al principe, capirono subito che ì’inspiegabile episodio era un segno soprannaturale. Il principe diede perciò l’ordine di diradare i cespugli e da essi emersero i ruderi di un’antica costruzione e l’immagine della Vergine.
Il ritrovamento fu interpretato come il desiderio della Madonna di avere in quel punto una chiesa a lei dedicata perciò non si ebbe alcun tentennamento nel decidere la costruzione di un tempio in quel bosco. Fatti del genere se ne registrano a migliaia in tutto il mondo, quindi anche a Francavilla non esitarono ad erigere una chiesa in onore della Vergine Maria.
Per favorire il popolamento della zona, il principe concesse franchigie assolute a chi avesse voluto fissare la propria residenza nella nuova città che si sarebbe sviluppata intorno al santuario. Da qui il nome della località che stava per nascere e che per via della generosità del principe fu denominata «Franca-Villa».