Alitalia-CAI: ora il partner internazionale

cai.jpgAbbiamo seguito fin dal principio la telenovela della vendita/privatizzazione di Alitalia ed ora che “il dado è tratto”, seppur con un partner internazionale ancora da decifrare, ci sembra opportuno analizzare tutto ciò che di concreto si è ottenuto da tale privatizzazione e quali sono i margini di sviluppo della neonata compagnia.

Partiamo dai fatti: Alitalia è stata acquistata da un gruppo di imprenditori italiani (CAI) che, dopo diverse puntate di scontro con le nove sigle sindacali del vettore, sono giunti ad un compromesso che sembra accontentare tutti, CIGL e sindacati Piloti compresi, sigle queste ultime decise a mantenere fino all’ultimo qualche remora in più in vista della firma per l’accordo contrattuale.
A dirla tutta, se per i sindacati dei piloti (ANPAC e Unione Piloti su tutti) l’ottenimento della qualifica di dirigenti (responsabilizzante anche per il Presidente CAI Colaninno) è stato un parziale successo, per la CIGL, la promessa di ricollocazione di alcuni dei precari vittime degli esuberi (solo a patto che l’azienda cresca!) appare come una insufficiente motivazione per aver trascinato la trattativa così a lungo.

logo1.jpgSta di fatto che l’accordo di massima tra alcune delle citate sigle sindacali (CISL, UIL…), Governo e CAI, stipulato dopo alcuni (utili e giustificati) giorni di trattativa è in sostanza, se si esclude la parentesi di cui sopra legata esclusivamente ai piloti, lo stesso che è stato firmato lunedì scorso per ultimi dalle sigle sindacali degli assistenti di volo e pochi giorni prima dalla stessa CIGL dopo un incomprensibile atteggiamento di melina. Passata questa fase, oscura anche per voce di alcune sigle sindacali (Bonanni, CISL), vi è la certezza che dal prossimo mese di novembre Alitalia (CAI) riprenderà a volare con licenza ENAC, per ora, fino a marzo 2009.

Nel progetto CAI da sempre, oltre all’accordo interno aziendale con l’italiana AirOne per consolidare la presenza del vettore nel territorio nazionale e garantirsi nuovi aeromobili, già prenotati dalla società di Carlo Toto (anch’essa ad oggi non certo solidissima economicamente), vi è la consapevolezza di dover instaurare una solida joint venture con un partner internazionale.ba.jpg

luft.jpgLufthansa, British Airways o Air France ad oggi le possibili soluzioni: la prima (gradita anche ai sindacati) garantirebbe un potenziamento dell’area di Malpensa, le altre, soprattutto Air France, hanno già fatto sapere, semmai, di puntare su Fiumicino. Se è vero che tali eventuali partners resterebbero soci di minoranza (si parla di un 20% di quote al massimo), è altrettanto ovvio che lo scopo principale di questi vettori sarà quello di veicolare i passeggeri in transito per l’Italia verso le proprie rotte intercontinentali (sulle quali c’è effettivo guadagno!).af.jpg

Si tratta di comprendere, qui si testerà il valore imprenditoriale CAI, quali scenari si apriranno dopo la scelta del partner straniero; la vera questione è se, calmati gli “appetiti” dei vettori stranieri rispetto all’importante mercato italiano, appetiti che certamente contribuiranno alla rinascita della compagnia di bandiera italiana, CAI sarà in grado di evolvere, svilupparsi e crescere con le proprie gambe…

Giacomo Morandi Link utili: Alitalia

In collaborazione con ProfessioneTurismo