Il miracolo di Santa Teresina a Gallipoli: oltre i 100 anni di storia

Il miracolo di Santa Teresina a Gallipoli: oltre i 100 anni di storia


 

Il 9 gennaio 2008 a Gallipoli era tutto pronto per accogliere le reliquie di santa Teresa del Gesù Bambino, la santa di Lisieux, il cui  miracolo compiva 100 anni.  Nel piazzale Aldo Moro, antistante il santuario del Canneto, il vescovo, il sindaco e i parroci delle parrocchie cittadine hanno accolto l’urna con le spoglie della santa.

Presso la con-cattedrale di S.Agata il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, ha presieduto la cerimonia solenne in onore della santa che nel gennaio 1910 fece uno dei suoi primi miracoli proprio nella cittadina salentina.

Per preparare questo evento anche le monache del monastero di Santa Teresa di Gallipoli, carmelitane scalze come la santa di Lisieux, hanno allestito una mostra-mercato presso la con-cattedrale di prodotti manufatti il cui ricavato son serviti alle necessita dello stesso monastero. Questo anche per ricordare il “miracolo” di santa Teresina (chiamata così per distinguerla da santa Teresa D’Avila). Da sempre, le necessità e le spese sono tante per gestire e far continuare ad esistere un monastero che, nonostante la crisi in atto di vocazioni, conta circa una ventina di consorelle.

Il miracolo della Santa Teresina (Santa Teresa di Lisieux)

Santa Teresina

Santa Teresina

L’allora Priora del monastero, madre Carmela del S. Cuore di Gesù (al secolo Ida Piccinno), si trovava a letto vittima di una malattia in quel tempo molto diffusa: la pleurite.

Alle prime luci dell’alba di quel 16 gennaio, avvertì una strana sensazione, come se qualcuno la toccasse sul petto, scuotendola come per svegliarla. Rivolgendosi allo sconosciuto personaggio la madre disse: « Lasciatemi, poiché sono tutta sudata ».

E subito una voce con tonalità femminile le rispose: « Non temete, ciò che faccio è per il vostro bene, non per il vostro male ». E continuò: « Dio si serve indifferentemente degli esseri del cielo come di quelli della terra: ecco, io vi porto cinquecento lire per sovvenire ai bisogni della vostra comunità ».

La priora rispose: « Ma i debiti del convento sono solo di trecento lire! ». Solo molto tempo dopo si scoprirà che quella strana voce apparteneva a S. Teresa di Gesù Bambino, conosciuta anche come Teresa di Lisieux e come Santa Teresina.

Tra miracolo e storia

Ma a questo punto è doveroso fare un piccolo passo indietro onde spiegare il motivo per cui la madre superiora del monastero avesse urgente bisogno di quelle trecento lire. Una legge del governo italiano del 17 febbraio 1861 aveva stabilito l’espropriazione e la soppressione di moltissimi beni ecclesiastici, soprattutto nel Meridione d’Italia, laddove erano anche più numerosi.

Tra questi beni figurava il monastero delle Carmelitane di Gallipoli, che come gli altri poteva garantirsi la sopravvivenza solo pagando una cospicua percentuale di tributi all’erario.

Chiesa centro storico Gallipoli

Chiesa centro storico Gallipoli – foto di matteoferrari870

Fino al 1910 la comunità delle Carmelitane di Gallipoli si era retta grazie al provvidenziale ingresso in convento di una nobile e facoltosa giovane gallipolina, Ida Piccinno (poi divenuta madre Carmela del S. Cuore di Gesù), che qualche anno dopo la professione solenne dei voti fu, con una speciale dispensa del Papa, eletta priora del monastero.

Si tratta dunque della stessa priora che sarà protagonista dell’episodio di cui stiamo parlando. Madre Carmela fino al 1908 non aveva mai sentito parlare di quella giovane carmelitana d’oltralpe morta in odore di santità qualche anno prima.

E d’altronde non c’è da stupirsi per questo, visto che persino in Francia la piccola Teresa non era ancora considerata né una mistica, né tanto meno una santa, neppure tra le mura del suo stesso convento.

Sappiamo infatti che solo nel 1925 Teresa Martin (questo era il suo nome “nel mondo”) fu proclamata santa dall’allora papa Pio XI.

Madre Carmela dunque venne a conoscenza della spiritualità di Teresa solo dopo che la priora delle suore Marcelline di Lecce le fece dono dell’autobiografia della mistica francese, meglio nota col titolo di “Storia di un’anima”, divenuto poi un best-seller.

Intanto il monastero di Gallipoli chiuse l’anno 1909 con un deficit, riscontrabile ancor oggi nel libro dei conti, il passivo ammontava appunto a trecento lire. Fu così che madre Carmela decise di cominciare assieme alle sue consorelle un triduo di preghiere alla SS. Trinità chiedendo l’intercessione di Teresa di Lisieux. Così la notte fra il 15 e il 16 gennaio 1910. Ultimo giorno del triduo, accadde ciò che le carmelitane speravano, ma che nessuno pensava potesse realmente avvenire.

Dopo l’apparizione in sogno di Teresa di Gesù Bambino, madre Carmela corse verso la cassetta delle offerte, collocata nella “stanza della ruota” e con immensa meraviglia vi trovò le cinquecento lire promesse.

Nel dialogo poi tra madre Carmela e S. Teresina vi furono degli elementi che permisero a questo miracolo di pervenire alla Congregazione per le Cause dei Santi e, quindi, di essere ritenuto utile per il processo di beatificazione e poi santificazione di Teresa di Lisieux.

Suora in preghiera

Suora in preghiera – foto di Dieter_ G

Due sono gli elementi più significativi: il primo è la presentazione che S. Teresa fa di se stessa dicendo alla priora del Carmelo di Gallipoli di “non essere la nostra Santa Madre (S. Teresa d’Avila) ma la Serva di Dio, Suor Teresa di Lisieux”; il secondo elemento è la frase di commiato pronunciata da S. Teresina: “La mia via è sicura. Non mi sono sbagliata seguendola”. Solo dopo diversi anni si saprà infatti che la carmelitana di Lisieux aveva detto ancora in vita alle sue consorelle “un giorno vi farò sapere se la mia via è sicura”.

A quel prodigioso evento del gennaio 1910 ne seguirono altri e sempre con lo scopo di non far ricadere nei debiti il monastero di Gallipoli.
Oggi quel monastero ospita circa venti carmelitane, ed è divenuto uno dei più floridi e significativi Carmeli d’Italia.

In più…

Santa Teresa del Gesù Bambino è anche Dottore della Chiesa e i suoi scritti, soprattutto “Storia di un’anima” sono una sorta di testamento spirituale e di diario.

Proprio grazie a queste letture molte persone hanno intrapreso un viaggio di conversione e di riflessione sulla propria fede e sul proprio “essere” nel mondo. Tra queste c’è l’attrice Claudia Koll che proprio a Gallipoli nei giorni 9 e 10 gennaio del 2008 in contemporanea con l’arrivo delle reliquie della santa, ha tenuto un incontro con i fedeli presso la con-cattedrale e la parrocchia di san Gererdo Maiella. Parlando della sua esperienza di fede e del suo impegno per aiutare i bambini dell’Africa tramite la sua onlus Le Opere del Padre.