Visitare l’Abbazia di Cerrate nel Salento, vicino Lecce

Visitare l’Abbazia di Cerrate nel Salento, vicino Lecce


Nel territorio di Squinzano, a 15 chilometri da Lecce, proseguendo verso la superstrada che porta a Brindisi, si imbocca un viottolo di campagna che conduce alla chiesa romanica di Maria delle Cerrate (sec. XII), da qualche anno restaurata insieme ai suoi affreschi che sono stati distaccati dalle pareti e conservati nei locali attigui adibiti a museo delle tradizioni popolari salentine.

Alla Chiesa era annesso il famoso cenobio basiliano, dove il Galateo si recava a trovare l’abbate Niceta per cercare un po’ di quiete per il suo spirito.
Fino a pochi anni fa la chiesa era in uno stato pietoso, in completo abbandono ed adibita durante il periodo della raccolta a deposito dei prodotti agricoli. Oggi essa è meta di turisti e studiosi di ogni parte del mondo .

L’Abbazia di Cerrate, che è una chiesa benedettina dei primi anni del 1100, possiede il prospetto a capanna, con un rosone centrale, decorato da archetti e lesene le quali scompartiscono la facciata in tre settori.

L’archivolto del portale romanico – bizantino è formato da un seguito di altorilievi figurativi rappresentanti S. Michele Arcangelo, il Battesimo di Gesù, la Natività, l’Adorazione dei Magi la Visitazione di S. Elisabetta e la preghiera di un basiliano.

La tecnica architettonica è ancora molto incerta e quasi rudimentale; tuttavia essa merita molto interesse per il fatto che precorre di alcuni decenni i tentativi romanici di altre regioni d’Italia.

Chiesa di Santa Maria di Cerrate, Lecce

Chiesa di Santa Maria di Cerrate, Leccefoto di Marzoide88 ( CC BY-SA 3.0)

L’ambulatorio esterno, che corre lungo il fianco sinistro della Basilica, è sorprendente per la varietà dei capitelli zoofori, che coronano le ventiquattro agili colonne binate.

Di grande valore sono gli affreschi murali che adornavano l’interno; tali affreschi risalgono ai primi anni del XIV secolo e raffigurano: l’Annunciazione, il Transito della Vergine, S. Giorgio che uccide il drago, un episodio di caccia di Boemondo o di Tancredi, che si riferisce al nome della Chiesa e del Cenobio.

Nonostante l’opera vandalica di molti visitatori che vollero segnare i loro nomi, gli affreschi conservano nella larga vivacità della composizione e nel progresso della tecnica, l’impronta della Scuola giottesca.

L’ Abbazia di Cerrate rimane comunque uno dei migliori esempi di arte romanica presenti sul territorio leccese e merita senz’altro una visita attenta e scrupolosa da parte di un turista raffinato e amante dell’arte.

Nell’edificio attiguo (ex masseria), è stato allestito un interessante Museo delle tradizioni popolari: sono stati ricostruiti, con materiale originale, ambienti di lavoro (macine, ecc.) e delle case della antica tradizione salentina.

Il posto è particolarmente suggestivo.

Le origini leggendarie

L’origine dell’abbazia è legata ad una leggenda che dal 1600 si tramanda di generazione in generazione. La tradizione infatti racconta di una battuta di caccia nella campagna salentina che vede protagonista il re Tancredi, figlio naturale del normanno re Ruggero.

Proprio come sant’ Eustachio, il giovane re si trovò di fronte una dolce cerva e si mise a seguirla. La seguì fin dentro la sua tana e fu qui che Tancredi trovò un’immagine della Vergine.

Per questo il re decise di far costruire in quel luogo un’abbazia dedicata alla Madonna che affidò ai monaci basiliani e che col passare degli anni divenne il nucleo centrale di un ricco monastero dotato di tutte le strutture necessarie alla vita ed alle attività dei monaci.
Risulta però difficile trovare giustificazione storica alla leggenda per un’ incongruenza cronologica.

Tancredi infatti divenne conte di Lecce nel 1149, mentre la fondazione della chiesa viene fatta risalire, come si evince da alcuni documenti, al primo trentennio del XII secolo. Al di là dei dati storici o delle leggende oggi l’abbazia è un gioielllo di arte romanica, bello da vedere e da visitare.

La tutela del FAI

L’antica abbazia è praticamente isolata in un territorio che davvero porta a riflettere e pensare al mistero della vita.

La vegetazione, pur non essendo molto fitta, è comunque presente e contraddistingue l’intera area. Al turista/esploratore non può certo sfuggire l’incantevole scenario che stimola nuove scoperte.

Recentemente il FAI si è aggiudicato il bando pubblico della Provincia di Lecce finalizzato a trovare il soggetto ideale per ottimizzare la valorizzazione dell’Abbazia di S. Maria di Cerrate a Lecce.

Si tratta per la precisione di una concessione trentennale, che prevede la gestione e la valorizzazione di questo splendido monumento fondato dai normanni nel XII secolo che diventa quindi il primo Bene FAI in Puglia.

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Abbazia di Cerrate
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