Escursione al Lago di Carezza

Escursione al Lago di Carezza

Un luogo spettacolare, magico, unico! Il Lago di Carezza (Nova Levante), immerso nei boschi del Massiccio del Latemar, è uno dei luoghi più spettacolari del Trentino-Alto Adige. Uno specchio d’acqua dai vivaci colori dove si specchiano gli alti alberi che creano una cornice di pregio per un vero e proprio dipinto naturale.

Il Lago arcobaleno

Ci troviamo in Val d’Ega, a circa 6km da Nova Levante, nel cuore delle Dolomiti occidentali. Un posto da favola!
Il Lago di Carezza, conosciuto anche come Lago Arcobaleno (in lingua ladina Lec de Ergobando), si mostra in tutta la sua naturale bellezza nel bel mezzo dei boschi del Massiccio del Latemar. Giunti in prossimità del lago (si raggiunge in meno di un minuto dal parcheggio ben organizzato) il cuore inizia a battere all’impazzata. Fidatevi, è così.

I colori riflessi della luce del sole creano un meraviglioso arcobaleno sulle acque di questo piccolo lago alpino. Non ci sono immissari visibili, ma il lago è alimentato solo da sorgenti sotterranee che dalle cime del Latemar portano a valle l’acqua.

La danza dei colori è la caratteristica principale del Lago di Carezza, ma si contraddistingue anche per l’estensione e la profondità variabili: il livello dell’acqua può scendere fino a 5 metri ad ottobre, per poi risalire in primavera fino a circa 17/20m per effetto del disgelo. Il sensibile abbassamento del livello dell’acqua è dovuto alla struttura permeabile del fondale e solo la parte centrale del lago, ricoperta da uno strato impermeabile di argilla, non si svuota mai del tutto durante tutto l’anno.

La temperatura dell’acqua oscilla tra i 7°C e i 13°C, ma in inverno può scendere anche al di sotto dello zero (la sua bellezza resta immutata anche quanto completamente ghiacciato).

Visitare il Lago di Carezza è un’esperienza unica che consiglio vivamente di fare. Giunti sul luogo si è travolti da un silenzio assordante.

È una strana sensazione quella che si prova, sembra quasi che il lago faccia da speciale punto di connessione tra l’uomo e la natura. Il mondo circostante sparisce, i pensieri vengono cancellati e gli occhi non riescono a staccarsi da quella liquida calamita colorata.

A fatica si riesce a distogliere lo sguardo dal centro del lago, dove si può scorgere una piccola statua di una ninfa, e quando si riesce a ruotare il capo in altre direzioni altro non si può vedere che la grandiosità di una natura incontaminata e meravigliosa.

Il Lago di Carezza è un’area naturale protetta: non si può scendere fin vicino all’acqua, ma grazie alla rete di sentieri creata si può tranquillamente passeggiare lungo tutto il perimetro e osservarlo in ogni suo punto.

La ninfa del Lago di Carezza

La superficie dei laghi di montagna può tingersi di azzurro, di blu o di verde, ma quella del Lago Arcobaleno riflette tutti i colori dell’iride.

Gli speciali effetti cromatici, così come hanno raccontato i Dirlinger (leggendario popolo di minatori), sembrano dipendere dall’azione dello Stregone di Masarè. Sono tante le leggende del Trentino-Alto Adige, ma questa del Lago di Carezza resta una delle più belle.

Nel lago viveva una bellissima ninfa (Ondina) che, seduta lungo le sponde, era solita cantare tutto il giorno. La timidezza era il suo più grande limite: non appena qualcuno, attirato dalla sua armoniosa voce, si avvicinava al lago, la ninfa si tuffava prontamente in acqua.

Un giorno passò di lì lo Stregone di Masarè che si innamorò all’istante della dolce ninfa dopo averla sentita cantare. Si avvicinò… ma la ninfa scomparve tra le acque del lago. Lo stregone provò di tutto, ricorrendo anche alle sue magiche abilità, ma non ci fu nulla da fare. Innamorato e disperato decise di ascoltare il consiglio della Strega di Langverga: “distendi un arcobaleno dalle cime del Latemar fino al lago, così la ninfa, incuriosita, uscirà dalle acque. Poi, travestiti da mercante per non farti riconoscere e spiegale che dal tessuto di quell’arcobaleno si possono ottenere dei meravigliosi gioielli. È questo l’unico modo per avvicinarsi alla ninfa e catturarla”.

Il consiglio era chiaro e lo Stregone di Masarè decise di seguirlo, ma dimenticò di travestirsi. La ninfa lo riconobbe e spaventata si tuffò nelle acque del lago scomparendo per sempre. Lo stregone, pieno di ira, scagliò l’arcobaleno sulle acque. L’arcobaleno si sciolse spandendo i colori sulla superficie del lago.
Ecco come è nato, secondo questa bellissima leggenda, il Lec de Ergobando (Lago Arcobaleno).

Curiosità sul Lago di Carezza

Attorno al lago e al Latemar si estende per 700 ettari un bosco di abeti rossi che, oltre a segnare i locali confini, è utilizzato per ricavare (in modo del tutto controllato: il bosco è gestito dall’Azienda Provinciale Foreste e Demanio secondo criteri ecosostenibili) del legname pregiato. Si tratta di un legno sano e compatto, definito come “legno armonico”. Presenta anelli di accrescimento molto ravvicinati tra loro ed è perfetto per la costruzione di strumenti musicali. Una tipologia di abete che si sviluppa grazie a condizioni particolarmente favorevoli: altitudine (poco superiore a 1500 m), venti deboli, scarso irraggiamento solare. Non un semplice bosco, ma una vera e propria riserva di legno armonico che accoglie ogni anno tantissimi esperti maestri liutai provenienti da ogni angolo del mondo.

Cosa è successo nel 2018? Un vero e proprio disastro naturale!
Il ciclone Vaia devastò, negli ultimi giorni di ottobre del 2018, molte zone della Germania, della Svizzera, dell’Austria e del Triveneto. Raffiche di vento violentissime che mai prima avevano interessato queste aree e che rasero al suolo circa 5000 ettari di boschi in 86 diversi comuni dell’Alto Adige. Anche il bosco del Latemar che abbraccia il Lago di Carezza non è scampato al pericolo. Molti alberi caduti sono ancora lì, ma si sta agendo per donare nuova vita a questi luoghi dopo la tempesta. Nello specifico, si sta favorendo il rimboschimento puntando alla rinnovazione naturale: sfruttando piante come il sorbo, l’acero di monte, la betulla e il pioppo tremulo si sta cercando di preparare, in modo del tutto naturale, il terreno la ricrescita dell’abete rosso. L’impatto del ciclone Vaia è stato devastante e, seppur la bellezza dei luoghi è stata intaccata e lo sguardo continua a perdersi tra scorci paesaggistici mozzafiato, l’intero habitat è cambiato. Gli esperti affermano che dovranno passare circa 120/150 anni prima che i boschi di abete dei comuni colpiti tornino ad essere come prima.

Trekking tra le Dolomiti

L’area escursionistica di Carezza (Val d’Ega) comprende circa 530km di percorsi adatti a tutti gli appassionati della montagna e del trekking più spinto. Ogni sentiero forestale e boschivo è segnalato e ben curato, offrendo una comoda opportunità di poter visitare i più suggestivi angoli nascosti di questa che è una delle zone montuose più belle d’Italia. Passo dopo passo le emozioni diventano sempre più forti. Solo camminando è possibile farsi travolgere dalla bellezza di questi posti unici.

Come detto, sono tanti i sentieri panoramici che circondano la zona del Rosengarten-Catinaccio. Agevole è partire da Nova Levante per raggiungere proprio il Lago di Carezza e il suo bosco, per poi procedere nel labirinto di rocce del Latemar. Non mancano delle caratteristiche e ben organizzate locande e malghe dove sostare e rigenerarsi assaggiando le prelibatezze locali.

Lago di Carezza

La foto che ho scattato non è delle migliori, ma si possono notare i bellissimi colori dell’acqua e sullo sfondo (a destra) alcuni alberi caduti a causa del Ciclone Vaia

Come arrivare al Lago di Carezza

Raggiungere il Lago Arcobaleno non è per niente difficile e tutte le strade, anche se ci si trova alta montagna, sono praticamente perfette e comode per qualsiasi veicolo.
Google Maps! Non esiste modo migliore per non sbagliare, ma per chi ha deciso di trascorrere qualche giorno lontano dallo stress quotidiano e libero da ogni strumento tecnologico che ha schiavizzato l’umanità, ecco alcune indicazioni utili:

  • Da Bolzano: seguire le indicazioni per Val d’Ega-Eggental (passando per Cardano). Prendere l’uscita (si lascia l’autostrada) per Val d’Ega/Nova Levante e proseguire lungo la spettacolare Grande Strada delle Dolomiti (SS241) fino al Lago di Carezza.
  • Dalla Val di Fassa: da Vigo di Fassa (è stato questo il mio punto di partenza, luogo incantevole e tranquillo dove ho sostato qualche giorno) si imbocca la SS241 fino al Passo di Costalunga. Superato il passo si inizia a scendere più a valle, fino a trovare le indicazioni per il lago.

Un ultimo consiglio: programmate il vostro viaggio e partite al più presto! Il Trentino, con i suoi paesaggi montani spettacolari, è pronto ad accogliervi per un’esperienza unica.

Dettagli Mariano Cheli

..."sentirsi liberi attraverso le parole"... Studente in giurisprudenza amante della scrittura. Adoro giocare con le parole e amo informarmi e scrivere in merito a svariati argomenti. Inoltre, amo il mio Paese e giorno dopo giorno cerco di conoscerlo sempre più a fondo e, attraverso la scrittura e il web, presentarlo a quante più persone possibili, sotto molteplici sfaccettature.