Anghiari: cosa vedere e cosa fare nel borgo medievale aretino

Anghiari: cosa vedere e cosa fare nel borgo medievale aretino

Forse qualcuno di voi l’ha sentito nominare come luogo teatro della battaglia combattuta nel lontano 1440 tra Fiorentini e Milanesi, battaglia rappresentata da Leonardo Da vinci in un quadro.

Ma Anghiari, uno dei borghi più belli d’Italia in provincia di Arezzo, è famoso anche per altre cose.

Ad esempio per il passaggio dell’Arcivescovo di Canterbury Thomas Becket nel 1164.

Andiamo a conoscere da vicino le bellezze di questo borgo medievale che vanta anche la Bandiera arancione e Città Slow (che indica una città del buon vivere)

Anghiari domina la verde valle dell’alto Tevere ed è caratterizzato da paesaggi incantevoli, da pezzi di storia, da castelli e da pievi. Una simbiosi perfetta tra storia, arte, natura artigianato, e cucina. Fa parte della Valtiberina toscana, quindi della parte più orientale della Toscana.

Anghiari ci sono due aree naturali protette, la Riserva naturale dei Monti Rognosi e quella della Golena del Tevere.

Cosa vedere ad Anghiari

Il centro storico di Anghiari rappresenta già di per sé una sorta di museo a cielo aperto:  vicoli fioriti, scorci di paesaggio, botteghe storiche. Palazzi storici e chiese e piazzette affascinano il visitatore ma ad incantare sono soprattutto le botteghe di artigianato dove mani sapienti tessono e intagliano e dove occhi buoni e sorrisi accoglienti raccontano e insegnano.

Il Cassero e la torre dell’orologio, la cui costruzione terminò nel 1323, rappresentano gli elementi emergenti del paesaggio Anghiari.

Il palazzo Pretorio rappresenta il cuore del  paese. Fu la residenza dei podestà e dei vicari della Repubblica Fiorentina

Palazzo Taglieschi sfoggia una facciata armonica frutto dell’unione di  di case-torri preesistenti. Di fronte a Palazzo Taglieschi sorge palazzo del Marzocco risalente al XV secolo oggi sede del Museo delle Memorie e del Paesaggio. Particolare importanza è dedicata alla Battaglia di Anghiari che rappresenta un avvenimento storico, politico ed artistico. Si possono anche visionare  strumenti preistorici, manufatti romani ed altri reperti storici che raccontano la storia della Valtiberina.

Nel Museo Statale di palazzo Taglieschi ci si può aggirare tra le venti sale che offrono al visitatore una grande raccolta di dipinti e sculture di scuola toscana e umbra, oltre ad un’ampia raccolta di arredi sacri e utensili, il tutto racchiuso nell’affascinante  cornice di un palazzo del Quattrocento.

La chiesa di Sant’Agostino edificata nei secoli XIII-XIV ed ampliata nel 1464 in seguito al crollo del campanile.

La chiesa della Badia risalente al XI secolo, rappresenta il primo luogo di culto di Anghiari. Qui spicca il Crocifisso in legno dell’altare maggiore dai capelli del Cristo, veri.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie è stata edificata  tra 1628 e 1740. Al suo interno  si può ammirare una terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia che rappresenta la Madonna delle Grazie.

Il castello di Montauto è una dimora storica situata sullo spartiacque tra il Casentino e l’Alta Valle del Tevere. Il castello mostra ancora la sua antica struttura medievale, malgrado le ristrutturazioni cinquecentesche, eseguite da Baccio d’Agnolo.

Cosa fare ad Anghiari

Il mercoledì, dal 1388, in piazza Baldaccio, chiamata Piazza del Mercatale, si svolge il mercato, io direi che si tratta di un evento imperdibile per vivere la quotidianità di questo borgo bellissimo

Sono tante le attività da fare in questo luogo, dalla vacanza enogastronomica, agli sporto come il Tennis, o come le passeggiate nei tanti sentieri attrezzati o come il  trekking e la mountain bike.

La riserva naturale dei Monti Rognosi ospita numerose specie vegetali arboree, arbustive ed erbacee. Un luogo che merita certamente una visita

Il Lago di Montedoglio sorge nelle zone di Sansepolcro e Pieve Santo Stefano. Si tratta di un Lago artificiale, tenuto bene, pulito facile da raggiungere , ideale per pescare (con il permesso di pesca).

Le cose da vedere e da fare in questo borgo sono quindi tantissime. A ciò si aggiunga la volontà di mantenere vivi i vecchi mestieri e il buon cibo.