Marsiglia: quando l’aeroporto diventa “low cost”

mp2.jpgQuanti, al momento di consultare on line una tra le innumerevoli tariffe low cost delle compagnie aeree del mercato, non hanno potuto fare a meno di notare, sottolineandolo magari con un po’ di amarezza, quel piccolo “tranello” delle tasse aeroportuali che si presentano, puntuali e salate, una volta arrivati in fondo alla prenotazione?
Capita sovente infatti di imbattersi on line in tariffe aeree “da urlo” (il classico 0,99 cent tanto per intenderci) che vengono un po’ “sporcate” nel loro importo finale da tasse aeroportuali molto alte o quanto meno sproporzionate rispetto alla tariffa stessa.
La risposta a questo problema potrebbe essere l’aeroporto MP2 di Marsiglia che da pochi giorni ha aperto i battenti con collegamenti per 16 destinazioni europee gestiti(ovviamente) da due compagnie “regine” del mercato: Ryanair e Easyjet.
Il nuovo scalo sorge affianco a quello tradizionale che stava attraversando una crisi molto pesante (partita nel 2001 quando la linea ferroviaria veloce TGV ha iniziato a collegare Marsiglia con Parigi in tre ore) e che aveva portato a una perdita netta di quasi un milione di passeggeri.
La riconversione doveva per forza passare per le compagnie a basso costo che, proprio per mantenere nella sostanza tale caratteristica, anche per quel che riguarda la parte fiscale, hanno tutto l’interesse ad investire su questa sorta di “esperimento di mercato”.

La regola principale naturalmente, è il risparmio sui costi di gestione che si traduce in pratica nella riduzione all’indispensabile dei servizi e dell’assistenza ai viaggiatori.
Ma con quali caratteristiche effettive si presenta questo aeroporto alla propria utenza?
L’estetica è a dir poco minimalista o forse sarebbe meglio dire “post industriale”: pareti rosso vinaccia e tinte choc in genere (verde mosto, arancio elettrico!), niente piastrelle, pavimento grezzo con tanto di tombini in vista, anonime luci al neon, tubature scoperte e canaline elettriche a vista; la sensazione insomma, è quella di trovarsi in un magazzino merci più che in aeroporto.
Il bar è minuscolo, con un rifornimento essenziale di snack e bevande, i negozi sono due, altrettanto minuscoli e spartani, ma la sorpresa maggiore arriva però al banco check-in, ove chiaramente occorre condurre da soli la propria valigia e senza l’ausilio dei comodi carrelli porta bagagli; dietro il bancone nessun computer ma solo un impiegato che spunta a penna il nome dei passeggeri dalla lista cartacea.

Curiosità (tra le altre): gli aeromobili, all’aeroporto MP2 di Marsiglia, sono parcheggiati in parallelo al terminal e non in perpendicolare. La ragione è naturalmente economica. I velivoli, così posizionati, sono già pronti per la partenza e non hanno bisogno di essere spinti all’indietro dalle piccole ma costose motrici a ruote.
Ciò che sfugge alla ferrea regola del risparmio a tutti i costi (e ci mancherebbe altro!) sono i controlli di sicurezza, accurati e rigorosamente allineati alla regolamentazione europea.

Cosa aggiungere? Sarà il mercato, come al solito, a darci la risposta ultima e a verificare l’effettiva convenienza economica e il gradimento di questa novità; ci sentiamo di sbilanciarci però nel definire il progetto una “svolta” e una soluzione in proiezione futura per le società aeroportuali che faticano a tenere sotto controllo i costi di gestione.
Da sottolineare a questo riguardo che già altri scali europei (come Lione) stanno vagliando questo progetto di revisione economica e virando il proprio interesse in misura sempre maggiore verso le compagnie aeree low cost che, partite anni fa tra lo scetticismo generale, gestiscono oggi circa il 25% del traffico aereo europeo.

 

Il sito dell’aeroporto MP2

(L’assenza di traduzione in qualsiasi altra lingua che non sia quella d’oltralpe, al di là della parte dedicata alla selezione voli, rappresenta però un classico esempio di sciovinismo!)

 

Federico Baldarelli

In collaborazione con ProfessioneTurismo