Cosa fare e cosa vedere ad Acquasparta

Cosa fare e cosa vedere ad Acquasparta
Acquasparta

Acquasparta  LigaDue CC BY 3.0

In provincia di Terni a 320 metri sul livello del mare sorge uno dei borghi più belli d’Italia,
Si chiama Acquasparta un nome che  sta a Significare “acque sparse” ed a indicare la ricchezza d’acqua del luogo, che si trova  tra le sorgenti dell’Amerino e di Furapane e vicino alle fonti di Sangemini e di Fabia.

Questo borgo mantiene intatto il suo aspetto di centro medioevale che si rivela con il dedalo di vicoli con tanti deliziosi scorci e con la suggestiva cinta muraria, delle torrette e una caratteristica “Porta Vecchia” che, ancora oggi, rappresenta  un accesso al paese assieme al secondo ingresso  quello  di  Corso dei Lincei.

La piazza principale, intitolata a Federico Cesi, fondatore nel 1603 dell’Accademia dei Lincei, è il cuore di questo borgo.

Cosa vedere ad Acquasparta

Impossibile non vedere l’imponente Palazzo Cesi  che domina tutto il borgo. E’ risalente alla seconda metà del XVI secolo e conserva gelosamente iscrizioni romane derivanti dalle rovine di Carsulae. In questo palazzo il principe Federico Cesi ospitò Galileo. Nel cortile sorgono la torretta e l’orto botanico utilizzato nel XVII secolo come giardino botanico e laboratorio di sperimentazione scientifica dai membri dell’Accademia dei Lincei. Al piano nobile si possono ammirare affreschi di Giovan Battista Lombardelli e soffitti lignei a cassettoni con intagli testimoniano la ricchezza decorativa delle sale. La decorazione di palazzo Cesi rappresenta  uno dei principali esempi della pittura di gusto romano in Umbria del Cinquecento. Nella sala del trono si possono ammirare le tele Mosè e le figlie di Jetro di Matteo Rosselli (Firenze 1578-1650) e la Fuga di Lot da Sodoma di un pittore fiorentino suo contemporaneo.

La chiesa di Santa Cecilia conserva la tomba di Federico Cesi e della famiglia Liviani. Fu restaurata nel 1761, e venne innalzata sul luogo della basilica. Lo spazio liturgico ha un’unica navata centrale e otto cappelle con opere pittoriche di artisti dell’Italia centrale (fine XVI secolo-seconda metà del XVIII).

Da non perdere la Chiesa della Madonna del Giglio e la Chiesa di San Francesco che sorgono appena fuori le mura, la chiesa di San Francesco  esprime appieno quella che era l’architettura francescana “povera”. Dietro l’abside si trovano  il piccolo chiostro francescano di recente ristrutturazione  , il refettorio e parte dei dormitori. All’interno si trovano  l’icona della Madonna della Stella risalente alla prima metà del XIV secolo, una tela francescana, copia della tela di Margheritone di Arezzo che si trova in Firenze agli Uffizi, e un Crocifisso ligneo del 300.

La chiesa di San Giuseppe, che sorge nell’omonima via, fu eretta nel 1737dalla Compagnia di San Giuseppe. Si può vedere solo l’altare con alle spalle un quadro del 700.

La chiesa del Santissimo Sacramento (1685) è oggi Museo della Comunità, al suo interno al centro del pavimento si può ammirare un mosaico romano proveniente da Carsulae e lì posto nel 1928. Nella parete di fondo si può vedere la tela secentesca de L’ ultima cena attribuita alla scuola di Livio Agresti..

La chiesa del Crocefisso, fu costruita agli inizi del XVII secolo, apparteneva alla Compagnia della Madonna del Giglio, e nel vicino Hospitalis Sanctae Mariae de Lilio venivano accolti poveri e malati. Al suo interno si possono ammirare tele realizzate tra il XVII e il XIX secolo

La Chiesa di San Michele Arcangelo, si trova sopra la strada per Spoleto, è ancora oggi abitata da un’eremita.

Le  Sorgenti dell’amerino, sono note fin dai  tempi antichissimi e apprezzate  per l’ efficacia contro le calcolosi, gotta e acidi urici; secondo la leggenda, furono fatte sgorgare da san Francesco intorno al 1200.

Nel Cimitero monumentale, si possono vedere  una cappella neogotica e tante altre cappelle di bella fattura oltre due cedri monumentali.

La Casa della Cultura Matteo d’Acquasparta ospita nell’ex convento di San Francesco una mostra permanente di reperti archeologici collegati alla via Flaminia.

Meritevoli di visita anche le frazioni del Comune: in direzione Todi, il borgo di Casigliano, nato intorno al maniero cinquecentesco degli Atti; in direzione Spoleto, Casteldelmonte, castello medievale tra boschi e castagneti, noto per la sagra della castagna, il Castello di Casigliano, con le favolose tombe degli Atti e la vicina località Selvarelle, Configni  il Castello di Montalbano; il Castello di Firenzuola, la  Pieve di Santa Maria in Rupis e la graziosa Chiesa di Santa Lucia.

Cosa fare ad Acquasparta

Oltre a visitare il borgo ed a respirare l’aria antica che sprigiona, chi ama camminare potrà praticare Trekking sui monti Martani.

Eventi ad Acquasparta

Lo spirito del borgo si esprime al meglio attraverso gli eventi che ogni anno vengono organizzati. Vediamo i principali

Durante il Carnevale dei Bambini vengono allestiti carri allegorici nel centro storico per tre domeniche consecutive.
Nei primi quindi giorni  di giugno si celebra la Festa del Rinascimento e viene rievocato l’arrivo in Acquasparta del principe Federico Cesi, fondatore dell’Accademia dei Lincei, il 14 maggio 1614 con tutta la sua famiglia. I momenti più significativi della festa sono il “corteo dei doni” con trecento figuranti in costumi secenteschi, la gara del “piatto rinascimentale” con riproposizione di piatti dell’epoca e il “teatro di contrada”.

A novembre c’è la Festa del Vino Novello con degustazione di castagne e vini novelli.

Durante il periodo natalizio viene allestito il Presepe Vivente una rappresentazione con 150 figuranti, opera della parrocchia di Santa Cecilia.

Chi visita Acquasparta  non dovrebbe perdersi i piatti tipici del posto come i picchiarelli, una pasta tirata a mano e della grandezza di una cordicella che si servono con sugo piccante.
E come la  pizza al testo, una torta salata a base di  acqua e farina, farcita con verdura e salsicce o prosciutto, cotta su un testo di ghisa o, nei mesi invernali, sotto il fuoco.