Alla scoperta del Parco Regionale della Maremma

Alla scoperta del Parco Regionale della Maremma

Non serve prenotare voli che vi portino oltreoceano o programmare vacanze all’insegna dell’ultima moda per riscoprire le bellezze che questa terra ci regala. Già, l’Italia non è solo la culla del Rinascimento, la patria della Dolce Vita, ma anche un’esplosione di sapori per il palato, un Paese ricco di storia, di natura, di flora e fauna, per la maggior parte a noi sconosciute.

In un momento di vita scandito da ritmi davvero incalzanti, sul lavoro e nella quotidianità, la risposta da dare al nostro fisico e alla nostra mente risiede proprio nella riscoperta del piacere. C’è chi lo prova leggendo libri immerso nel verde, chi percorrendo sentieri in bicicletta, chi si arma di racchette e scarponi per fare trekking, chi prendendo un binocolo e facendo bird watching, una cosa è certa la parola chiave è: slow tourism!

Oggi vi suggeriamo una destinazione speciale: il Parco Regionale della Maremma, istituito il 5 giugno 1975, è stato il primo parco della Regione Toscana e il secondo in Italia, e non a caso, una delle zone turistiche naturali più interessanti della Regione Toscana, che risponde in toto alle buone pratiche del cosiddetto turismo lento.

Ci troviamo nella provincia di Grosseto, più esattamente tra coste, sabbiose e scogliose, del litorale maremmano. Geograficamente parlando, siamo in quella lingua di terra che congiunge Principina a Mare, nel comune di Grosseto, a Talamone, nel comune di Orbetello, una porzione lineare lunga 25 chilometri.

Il paesaggio della Maremma

Cosa vedere

Il Parco della Maremma si estende per ben 8.902 ettari ed è attorniato da colline, mare, spiagge, paludi, pinete, che ricoprono quasi altri 10.000 ettari di splendori naturali, in grado di ottenere ogni anno, dal 1992 ad oggi, il Diploma Europeo designato dal Consiglio d’Europa nei confronti delle aree protette che vantano una speciale attenzione rispetto la conservazione dell’ambiente. In Italia possono vantare questo riconoscimento, solo altre 6 aree protette. Ma cosa rende questa zona così speciale e meravigliosa?

Partiamo col dire che all’interno del Parco vi sono 5 riserve integrali: le aree palustri e umide della Trappola e foce dell’Ombrone, il Paduletto di Collelungo, la Fascia costiera Porto Vecchio – Cala Francese – Cala Rossa, l’Area boscata dello Scoglio della Lepre e quello del Fosso del Treccione.

Sono diversi i Siti di Interesse Comunitario, in gergo tecnico SIC, che non possono mancare tra le cose da vedere quando giungerete al Parco: le Dune costiere del Parco dell’Uccellina, le Pedule della Trappola – Bocca d’Ombrone, la Pineta Granducale dell’Uccellina e i Monti dell’Uccellina.

La prima, esiste grazie all’essenza di impianti balneari, e costituisce uno degli ambienti più rari di costa sabbiosa, dove la salvaguardia della specie, grazie alla natura stessa dell’ambiente, regna sovrana. Immaginate lunghe distese sabbiose, quasi bianche, irregolari e che mutano rispetto al vento e alla forza del mare. Tronchi levigati sul bagnasciuga e stormi di uccelli che saltellano tra un sassolino e una conchiglia.

Ben diversa la zona più sud del parco, quella dei Monti dell’Uccellina, che presenta una vegetazione tipica della macchia mediterranea, dove vivono cinghiali, caprioli, daini, volpi, diverse tipologie di uccelli e attenti a dove mettete i piedi, potrete trovare anche qualche istrice.

Mentre scendendo più ad est, quindi ai piedi della montagna, la flora è caratterizzata da distese erbose che ospitano i tipici pastori a cavallo, i classici cowboy della Maremma, chiamati Butteri. Mentre lecci, querce da sughero, rosmarino, erica, aglio selvatico, ginestra fanno parte del panorama visivo e olfattivo che ci regalano le colline dell’Uccellina, che celano per occhi attenti alcuni esemplari di difficile avvistamento come il falco pescatore, ma anche branchi di fenicotteri, aironi, garzette che sono stati reinseriti.

Il terreno paludoso, tipico delle zone limitrofe del fiume Ombrone, è da considerarsi ancora selvaggio, privo dell’intervento umano, quindi particolarmente interessante dal punto di vista ornitologico, poiché in grado di accogliere ed ospitare ogni anno importanti colonie di uccelli palustri. Tra i filari e le alberature, si possono intravedere pini domestici qua e là, che danno al paesaggio un respiro quasi relittuale.

Molto interessante anche la zona delle Pianure del Parco della Maremma che è ritenuta Zona di Protezione speciale (ZPS) e al contempo Sito di Importanza Regionale (SIR) per via delle immense praterie adibite a pascolo allo stato semibrado. Questa zona non risulta adatta per la coltivazione, per via dell’allagamento presente per la maggior parte dell’anno, che rende la zona terribilmente umida e salmastra, utilizzabile solo a scopo produttivo appunto per il pascolo di vacche e cavalli di razza maremmana.

Come raggiungerlo

Raggiungere il Parco è semplicissimo. Non importa se state percorrendo la SS1, da nord o da sud, l’importante è seguire le indicazioni per Albarese – Parco Naturale della Maremma. Se invece state viaggiando in treno, l’ideale è arrivare fino a Grosseto e poi proseguire per il Centro visite di Albarese tramite gli autobus di linea. Se non volete perdervi potete sempre impostare il GPS sul vostro cellulare le seguenti coordinate Latitudine: 42° 37′ 12.223”, Longitudine: 11° 8′ 36.736” e arriverete a destinazione senza perdite di tempo.

Dove Alloggiare

Per scoprire questo incantevole e poliedrico territorio una soluzione ideale è quella di alloggiare a Grosseto (un’ottima soluzione è il Granduca Hotel 4 stelle), che dista solo 14 km dal Parco.

Grosseto è una cittadina di 82 mila abitanti in grado di sorprendervi ad ogni angolo: dalle mura medioevali che hanno permesso di mantenere integro il centro storico del paese, dove spicca la Cattedrale di San Lorenzo in Piazza Duomo, con i suoi marmi bianchi e rosa, risalenti alla fine del 1200. Da non perdere sempre in provincia di Grosseto una delle località simbolo della Toscana, le Terme di Saturnia con le sue acque solfuree che sgorgano dal sottosuolo.