Il santuario di S. Maria di Leuca: natura, fascino, fede e mistero

La visita del Papa a Leuca è stata un’occasione per la gente salentina di riscoprire le proprie radici cristiane e anche le proprie “vocazioni”, a cominciare da quella nobile della generosità. Più volte si è parlato a vari livelli di riconoscere a questa gente un premio nobel per la pace, ma anche altri riconoscimenti che ne confermassero l’altruismo e l’apertura verso gli altri, verso nuovi popoli e nuove culture.
Ma Leuca è una delle punte di diamante del turismo pugliese e del Sud Italia in genere. Qui sono migliaia e migliaia i turisti che ogni giorno, specie nel periodo estivo, vengono ad ammirare la particolare congiunzione delle acque, che forma una sorta di striscia verticale quando la corrente dello ionio si infrange contro quella dell’adriatico.
Il Santuario dedicato alla Vergine e che ha visto dopo quasi mille anni un altro Pontefice pregare al suo interno, è proprio lì, su questa magica e misteriosa linea di confine tra le acque e la terra.

Il Papa poi ha rispettato un’antichissima tradizione, forse non volendo, secondo la quale
aI santuario di «Finibus Terrae» di Leuca bisogna venire almeno una volta da vivi o da morti.
Leuca è piena di luoghi mitici. Sarà per la sua particolare posizione geografica, che si dice sia il punto dove termina il mondo («Finibus Terrae»), sarà per la conformazione morfologica della costa ricca di caverne marine, anfratti, strapiombi, dirupi che rendono il luogo misterioso ed inaccessibile, certo è che qui storie vere e racconti fantastici si fondono e si intrecciano insieme alle rotte delle navi.
Lo stesso santuario mariano non sfugge alla leggenda. Si dice che S. Pietro per aprire le porte del Paradiso pretenda come lasciapassare la visita al Santuario della Vergine di «Finibus Terrae». L’Apostolo infatti, in ricordo della sua prima predicazione che avvenne proprio a Leuca, stabilì che in questo luogo ci si dovesse recare almeno una volta nella vita per essere poi certi di poter accedere al Paradiso. E chi non ha compiuto il pellegrinaggio da vivo, sarà costretto a farlo dopo il trapasso, da spirito. Perciò si dice che le anime dei morti, di notte, vaghino intorno al santuario, vestite di nero e con l’abito che indossavano nella loro ultima ora di vita terrena.
Vero o falso che sia, resta il fatto che al santuario di Leuca tutto é affascinante: la natura, il mare, gli edifici e le case, pertanto a un buon pellegrino, ma anche a un semplice turista che si trovi ad ammirare tutto ciò, non può non sfuggire di ringraziare Dio di tanta e insuperabile bellezza. Vedere per “credere”!