Estonia e Russia 05/2005

russia.jpgNon ci saremmo mai aspettati che un viaggio potesse andare così….ed è stato proprio come avremmo tanto desiderato che andasse!!! Si, da tempo avevamo in progetto di visitare la Russia. Un paese, un popolo misterioso tanto quanto, forse proprio per questo, affascinante. Visitarlo in

inverno, in estate, quando? Abbiamo optato, anche per motivi di impegno lavorativo, verso una stagione intermedia risultata non esserlo poi così tanto. Di nuovo sonoramente smentiti rispetto alle aspettative. Come pianificare, si pensava, un viaggio tanto desiderato che si presta a così diverse forme di pianificazione? Abbiamo deciso di passare attraverso l’Estonia, un po’ per curiosità rispetto ad una capitale, Tallinn, ritenuta una di quelle mete per cui “…ne ho sentito parlare ed è un gioiellino!!” ma anche per un sorprendente “low cost” targato Estonian Air che ci ha permesso (con scalo appunto su Tallinn) di raggiungere San Pietroburgo via terra con un pullman della Eurolines per proseguire poi verso Mosca con uno dei “mille” treni di collegamento e di lì rientrare in Italia sempre via Tallinn. Così almeno, si diceva all’inizio, avremmo voluto che andasse…così non è andata!!

A pochi giorni dalla partenza (Maggio 2005) il mio fedele compagno di viaggio viene a sapere di un esame per un concorso a cui dava la caccia da mesi: impossibile (e giusto!!) non rinunciarvi. Bene così! Uno di noi rispetta l’itinerario di cui sopra, per il quale già avevamo provveduto a bloccare voli, treno, ostello (Hostel Tatari, Tallinn) e hotels (San Pietroburgo e Mosca), l’altro prenota all’ultimo minuto un volo con partenza due giorni dopo rispetto al previsto direttamente su San Pietroburgo. Ci saremmo visti lì, in un incontro che è risultato essere uno dei più avvincenti mai vissuti fin ora.

Avete mai provato l’emozione di incontrarvi in un paese sconosciuto fino a quel momento, l’uno proveniente dalla frontiera estone (con tanto di 8 ore di pullman tra pendolari russi e dogana da guerra fredda!!) e l’altro proveniente dall’Italia via Vienna “incazzatissimo” dopo un esame andato male e alle prese per la prima volta con il cirillico (incomprensibile unico alfabeto locale!!) nella profondissima metro di San Pietroburgo? Questo è stato per noi l’inizio di un’esperienza meravigliosa, completa, vissuta. Uno dei tanti viaggi fatti insieme candidato di diritto ad essere tra i più riusciti. Perché un viaggio non deve mai essere né troppo vicino né troppo lontano da come te lo aspetti ma ti deve comunque sorprendere, stupire con gli imprevisti e con tutte quelle cose che contribuiscono a fartelo ricordare con un sorriso e, perché no, con un po’ di nostalgia.

Per noi il viaggio è stato tale dall’incontro (imprevedibile e carico di emozione), ai pedali delle biciclette in una sorprendente e civilissima Tallinn tra concerti rock e teatro di paese, passando per la splendida San Pietroburgo, culla dell’arte con l’indiscutibile fascino della Prospekt Nevsky avvolta in un’atmosfera oggi un po’ troppo lontana forse dalle descrizioni di Gogol e proseguendo fino a Mosca: la regina, il centro, il cuore russo. Arbat vecchia e Arbat nuova ne lasciano intendere i due volti ma è in periferia, fuori dalle rotte battute dai turisti (e questo vale per tutta la terra degli zar) che è nascosto il mistero russo: presente nell’aria ma impalpabile, praticamente incomprensibile ad un primo approccio quale il nostro dove l’occhio viene distratto dalla “prima visione”.

Cara e caldissima Mosca, 32° a Maggio non se li ricordavano neanche i russi!!! Più economica San Pietroburgo dove saremmo forse rimasti più di quattro giorni visto che uno se lo “ruba” da solo l’Hermitage Museum. I treni di collegamento notturni sono strettissimi ma sufficientemente comodi per le ore di sonno da recuperare e la solienka (tipica zuppa russa che forse non si scrive così!!) è pesante (ci credo, se mi ci mettete la panna acida!!!) ma buona come del resto un po’ tutta la cucina russa.

Dimenticavamo: si può forse non perdere il conto ma di certo si può perdere la testa per le ragazze russe ed estoni, lo standard di bellezza del gentil sesso è veramente da primato! Un po’ più complicato è comunicare con i russi: l’inglese (per motivi ben noti) è semi-sconosciuto; vi basti pensare, come esempio su tutti, che nella stazione di San Pietroburgo e precisamente al banco “Informazioni” (segnalato anche in lingua inglese) alla domanda: “Excuse me, which is the first…” l’addetto ci interrompe dicendo: “Da, dtv ba dtbnr ed rg!?!?”: ecco i russi e forse… è giusto così!!

 

Giacomo e Federico

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