Visitare le Cinque Terre: splendidi panorami da assaporare

Visitare le Cinque Terre: splendidi panorami da assaporare


Monterosso 1Paesaggio roccioso e austero, asilo di pescatori e di contadini viventi a frusto a frusto su un lembo di spiaggia che in certi tratti va sempre più assottigliandosi, nuda e solenne cornice di una delle più primitive d’Italia.
Monterosso, Vernazza, Corniglia, nidi di falchi e di gabbiani, Manarola e Riomaggiore sono, procedendo da ponente a levante, i nomi di pochi paesi o frazioni di paesi così asserragliati fra le rupi e il mare”;  scriveva così Eugenio Montale in “Fuori di Casa”.

Grazie alle loro caratteristiche orografiche rappresentano una delle principali attrazioni turistiche della riviera ligure, sia per gli italiani soprattutto piemontesi e lombardi che in due ore sono lì, ma anche per gli stranieri.

Dal 1997 sono diventate Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Nell’autunno 2011 le Cinque Terre furono colpite e devastate da una terribile alluvione. Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Monterosso e Vernazza furono i  centri più colpiti, ma oggi sono di nuovo pronti ad accogliere i turisti esponendo le loro meraviglie artistiche e naturali.

I borghi marinari, i terrazzamenti coltivati a vigna e olivo e gli spettacolari sentieri, sono lentamente ritornate ad essere accoglienti e percorribili.  Il turismo è una grande fonte di sostentamento per queste zone e sembra dunque ovvio che solo attraverso di esso la popolazione del posto può riprendere a vivere.

La linea ferroviaria litoranea

La linea ferroviaria litoranea- foto di Fabio – Flickr (CC BY 2.0)

 

Molte diffuse sono in zona le proposte per un  turismo eco-sostenibile, tendenza che si è andata consolidando negli ultimi anni, rivelandosi tra le scelte predilette per chi vuole rilassarsi senza spendere molto, preferendo così mete meno conosciute alle destinazioni più gettonate.

Questa tendenza, nata e sviluppatasi per esigenze di risparmio, ha permesso d’altra parte al turismo di riscoprire più strettamente il suo legame con l’ambiente, ponendo maggiormente attenzione per il biologico e le attività a contatto con la natura.

Sono molte le proposte turistiche in cui si cerca di riscoprire il concetto originario di viaggio, ossia l’attraversare territori sconosciuti per conoscere culture lontane. Considerare il viaggio associato alla scoperta di culture e della vera anima dei luoghi in cui ci rechiamo, è l’unica via per il raggiungimento del benessere inteso come riposo ed insieme come arricchimento interiore. Viaggi, tour e vacanze, eco-sostenibili ed insieme incentrati sul benessere in armonia, offrendo sempre l’opportunità di rilassarsi spendendo meno ma di trovare al contempo la possibilità di avere un vero contatto con la natura e l’anima del luogo.

Ma passiamo a vedere quali sono queste 5 “terre” ovvero le 5 località da visitare

Monterosso

Monterosso si colloca nell’estremo occidente delle Cinque Terre ed è il comune più popoloso con solo 1500 abitanti.
Il sito di Monterosso è inserito al centro di un piccolo golfo naturale, protetto da una non eccessiva ma naturale scogliera.

Monterosso al Mare (questo il nome completo), paese amato da Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura nel 1975, è diviso in due da un promontorio che si attraversa utilizzando una galleria pedonale.

Ad Ovest del comune, superato il colle dei Cappuccini, si trova Fegina, ovvero una naturale espansione turistico-balneare che può essere raggiunto oltrepassando un tunnel di qualche decina di metri; Fegina è caratterizzata da spiagge più estese rispetto alle anguste scogliere che caratterizzano Monterosso.

In questa moderna e un po’ anonima località balneare di Fegina, si trova la stazione ferroviaria e la villa liberty della famiglia Montale.

Statua del Gigante Monterosso al Mare

Statua del Gigante Monterosso al Mare– foto di Peter Forster from Centobuchi (CC BY-SA 2.0)

Dall’altra il variopinto e medievale centro storico dove sorge la chiesa di San Giovanni Battista, in stile gotico-genovese.

Una strada asfaltata conduce alla splendida Punta Mesco, da dove si gode di un splendido panorama.

Il principale sito naturale di Monterosso è sicuramente la Punta Mesco, monte che chiude il golfo davanti a Monterosso; con una passeggiata di poco più di un’ora si raggiunge, andando verso Levanto, il cosiddetto “Semaforo”: un antico faro segnaletico che è stato abbandonato, ma da cui si gode una visita spettacolare a picco sul mare.

Nel 2007 la riviera di Monterosso è stata proclamata dalla rivista “Forbes” la spiaggia più sexy del mondo.

Maggiori Informazioni su questa località le trovi in questo articolo.

Vernazza

Veduta di Vernazza

Veduta di Vernazza– foto di Luca Casartelli (CC BY-SA 2.0)

Vernazza invece è, partendo da Occidente, il secondo paese delle Cinque Terre e comprende anche il suggestivo borgo di Corniglia di cui parleremo immediatamente dopo.

Vernazza accoglie il visitatore con l’inconfondibile sagoma del suo castello, che domina l’antico borgo fortificato affacciato sul porticciolo.

Assolutamente da vedere la chiesa di Santa Margherita di Antiochia, costruita nel 1318 su una roccia a picco sul mare e protetta da una fila di scogli.

Il 20 luglio di ogni anno a Vernazza si festeggia Santa Margherita di Antiochia; durante questo giorno il borgo è animato da banchetti nella via principale, mentre in serata si tengono i fuochi d’artificio.

Altra festa, che non ha una data fissa, è quella dei pirati che si caratterizza per il fatto che dopo le 22.00 entrano nel porticciolo di Vernazza dei pirati, che salgono il paese in festa, per poi andare all’arrembaggio del bar pirata situato nella piazzetta adiacente al porticciolo.

Maggiori informazioni su Vernazza: http://www.ilcomuneinforma.it/viaggi/10013/vernazza-e-suoi-sentieri/

Corniglia

E allora in una tovagliuola bianchissima gli portò due fette di pane arrostito ed un gran bicchiere di vernaccia da Corniglia”, ecco che il Boccaccio elogia questo borgo delle Cinque Terre nella Decima giornata, Seconda novella del Decameron.

Rispetto agli altri centri delle Cinque Terre, Corniglia si trova in posizione centrale e si differenzia rispetto agli altri paesi delle Cinque Terre perché è l’unico borgo che non si affaccia direttamente sul mare, ma si trova sulla cima di un promontorio alto circa 90 metri dal mare, circondato da vigneti.

Corniglia, arroccata su di una incantevole scogliera alta un centinaio di metri, vanta origini romane e il suo nome deriva dal colono Corneliu, produttore dell’allora già rinomato vino bianco, le cui anfore sono state ritrovate anche a Pompei.

È l’unico paese quasi inaccessibile dal mare e per raggiungerlo bisogna salire la lunga scalinata detta Lardarina, (33 rampe con poco meno di 400 gradini), che collega il centro abitato con la stazione ferroviaria, o utilizzare il più comodo bus elettrico.

Un altro posto imperdibile è la terrazza di Santa Maria, raggiungibile da Largo Taragio; nell’angolo della terrazza panoramica sorgeva una chiesetta che è caduta in mare a metà ottocento.

Manarola

 

Manarola invece sorge nel tratto terminale della valle del torrente Groppo e si caratterizza per abitazioni variopinte, costituite dalle tipiche case torri genovesi che si affacciano sulla via principale chiamata Via Discovolo.

Manarola, circondata da vitigni e oliveti, è un antico borgo che si stende tra la stretta marina e una ripida scogliera.

Nel paese si ammirano il vecchio frantoio per macinare le olive e la trecentesca chiesa di San Lorenzo, in stile gotico-ligure.

Il borgo si inerpica su un costone roccioso che si protende sul mare; un paesino molto stretto in cui le case intrecciate tra loro formano stretti carrugi; dopo Corniglia è senza dubbio il borgo più piccolo.

Da sottolineare il presepe illuminato più grande del mondo che viene allestito sulla collina che domina il borgo; i cui personaggi, realizzati artigianalmente da Mario Andreoli, ferroviere in pensione, sono costituiti da migliaia e migliaia di luci montate su apposite sagome che conferiscono alla rappresentazione un fascino unico al mondo.

Nel periodo estivo, il 10 agosto, invece si tiene la festa di san Lorenzo, patrono del paese; la sera viene organizzata una suggestiva processione per le vie del borgo che culmina con il trasferimento della portantina con la statua del santo su una barca.

Maggiori informazioni su Manarola e il suo presepe le trovi qui http://www.ilcomuneinforma.it/viaggi/10323/manarola-ed-presepe-collina/

Rio Maggiore

Infine, l’ultimo borgo di cui parliamo è Rio Maggiore che presenta un centro storico che risale al XIII secolo; l’abitato è composto da diversi ordini paralleli di case torri, mentre le vallate su cui si inerpica l’abitato sono separate dalla costa di Campiòne, molto ripida.

Riomaggiore è il borgo più vicino a La Spezia, con le sue case colorate costruite in verticale e la chiesa di San Giovanni Battista, edificata nel 1340. Da qui parte la notissima Via dell’Amore che conduce a Manarola.

Lunga un chilometro, fu scavata nella roccia dai ferrovieri tra il 1926 e il 1928 ed è diventata una suggestiva e romantica passeggiata, conosciuta in tutto il mondo e alla portata di tutti, carrozzine comprese.

Sul percorso, nei pressi di Manarola, si incontra il Bar dell’Amore, accogliente punto di ristoro con balconata a picco sul mare.

Il simbolo del borgo mette in evidenza le tre cime che caratterizzano il Monte Verugola, cime che sormontano Rio Maggiore e che da sempre lo contraddistinguono.

Riomaggiore è un borgo di cultura prevalentemente contadina e non marinara e questo si riscontra anche in cucina dove il piatto tipico non è di mare, bensì di terra: torta di riso salta preparata in occasione della festa patronale di San Giovanni Battista.

 

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