Sorrento e la processione “Bianca” e “Nera”

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Il rito antico della processioneBianca” e “Nera” (dal colore dei cappucci indossati dai partecipanti) la tradizionale processione del Venerdì Santo a Sorrento.
Dal tramonto del giovedì alla notte del venerdì santo per le strade delle cittadine della costiera amalfitana si susseguono una quindicina di cortei per rievocare il mistero della passione e della morte di Cristo.
Nate nel XVI secolo, o forse prima, come riti di penitenza e di espiazione che arrivavano a spingersi sino alla mortificazione corporale dei partecipanti, con autoflagellazioni, queste processioni si possono considerare delle vere e proprie narrazioni, anzi “metanarrazioni”: attraverso la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo si manifestano sentimenti intimamente religiosi e altrettanto umani come la sofferenza e la purificazione. Ecco una breve descrizione delle due processioni di Sorrento.
La processione, cosiddetta “Bianca“, organizzata dalla Venerabile Arciconfraternita di S. Monica con sede nel Tempio della SS. Annunziata, percorre le vie del centro storico in piena notte, dalle 3 alle 6, rientrando all’alba del Venerdì Santo e rappresenta, nella tradizione popolare, ii peregrinare della Vergine alla ricerca del Figlio, tradito, arrestato e condannato alla morte sulla croce.
Nella tarda serata dello stesso giorno si svolge la processioneNera“, a cura dell’Arciconfraternita della Morte e Orazione, con sede nella Chiesa dei Servi di Maria: sì tratta del trasporto del Cristo Morto, una splendida scultura lignea di ignoto, verosimilmente del Settecento, seguito dalla Madonna Addolorata.
Un rito particolarmente suggestivo è quello che si celebra lontano dai clamori e dagli occhi indiscreti della gente. Nelle mura della chiesa, al rientro della processione. In questo momento infatti  gli incappucciati e i cantori possono sciogliere la tensione e abbandonare la concentrazione, per procedere alla loro “liberazione”: spintoni, urla e strattoni sono consentiti per raggiungere e raccogliere almeno un petalo della ghirlanda di fiori posta ai piedi dei simulacri della Vergine e del Cristo. L’aver preso quel fiore o anche semplicemente un petalo è la dimostrazione tangibile che loro quella sera c’erano, erano lì; hanno sofferto e gioito e meditato, ancora una volta, ancora un altro anno. Questa è la tradizione, questa è la fede popolare di Sorrento.