Ecco cosa Vedere e cosa Fare a Milano: una città che suscita sentimenti forti

Ecco cosa Vedere e cosa Fare a Milano: una città che suscita sentimenti forti


Milano è una città, che ad un primo sguardo, troppo superficiale e poco attento, appare come una città commerciale. Una città senz’anima, dove i ritmi di una insensibile modernità, che spazza via il passato senza alcun rimpianto, abbracciano gli abitanti e attirano, come una potente calamita i turisti.

No, Milano non è solo questo: non è solo shopping e vetrine sfarzose, non è solo finanza e mercati, non è solo commercio. Insomma, la città di Milano ha una sua anima, un suo passato, tante qualità nascoste che, spostando leggermente lo scuro e moderno velo che l’avvolge, possono venir fuori, tutti i pregi di una meravigliosa città.

Il cuore di questa grande città batte forte: attrazioni di ogni genere, straordinari monumenti e siti di interesse, che non hanno nulla da invidiare a città come Roma, Napoli e Venezia (senza nulla togliere a queste splendide regine italiane).

La provincia di Milano, la seconda più popolata d’Italia, è incredibilmente vivace e attiva. Un’area che si estende su di un meraviglioso territorio pianeggiante, solcato da numerosi corsi d’acqua, le cosiddette “vie d’acqua”.

Fiumi e canali, grandi e piccoli, che suddividono il territorio in precisi lembi di terre e che in passato erano delle comode vie di comunicazione (Navigli Milanesi).

Milano vista da un turista

Milano vista da un turista – foto di reenablack

Quando si parla di Milano è sì d’obbligo mettere al primo posto la città, intesa nel senso stretto della parola, ma resta comunque una descrizione incompleta.

Milano è da intendersi come un vasto territorio, che al di fuori della modernità del centro città, offre cascine e borghi meravigliosi ( Corneliano e Bertario, dove è possibile visitare il Castello Borromeo) e ville nobiliari straordinarie, come quelle di Inzago nei dintorni del Naviglio Martesana.

Questo solo per far capire che Milano non è solo confusione, smog e palazzoni: no, la vera città è un’altra. Una città che si estende su di un territorio decisamente vasto, contornato da ben sei Parchi Regionali, il quale si presenta come un territorio agricolo e fluviale, ma che non entra in contrasto con la modernità del centro, anzi le due realtà si fondono in modo perfetto e armonioso tra loro.

Ogni borgo nei pressi della grande Milano è caratterizzato da scenari naturali, paesaggistici e architettonici diversi e di grande interesse.

Milano dell’800: architettura e storia

Prima di capire dove andare e cosa visitare a Milano, riprendiamo brevemente la sua storia architettonica, che ad oggi costituisce uno dei più grandi patrimoni della città.La Milano postunitaria accentua la sua vocazione metropolitana europea, espandendosi negli ancora ampi spazi inedificati entro la cerchia spagnola (divenuta ‘circonvallazione’) e al di fuori di essa, secondo le maglie del piano regolatore Beruto-Pirelli del 1884-1885, modellato su Parigi e Vienna.

Simboli tipici sono le sistemazioni di piazza del Duomo e di piazza della Scala con la creazione della galleria Vittorio Emanuele (1863-1878) e dell’asse piazza Cordusio – via Dante – Foro Bonaparte (1889-1890), culminante nel restauro da parte di Luca Beltrami del castello sforzesco, con la creazione ex novo della torre, dedicata ad Umberto I, detta del Filarete (1893-1904).

Il pavese Giuseppe Balzaretto è autore nel 1850-1854 della sistemazione dello stupendo palazzo-museo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, nel 1869-1872 della sede originaria della Cassa di risparmio delle province lombarde (l’edilizia ‘bancaria’ neomanierista e neobarocca trionfa nel periodo con grandi professionisti come Giuseppe Pestagalli, Luigi Broggi, Luca Beltrami).

Balzaretto realizza pure, dal 1857, l’ampliamento romantico-pittoresco dei giardini pubblici, in collaborazione con Emilie Alemagna, a sua volta autore dal 1893 del parco fra il castello e l’arco della Pace; frutto della collaborazione fra Balzaretto e Alemagna è anche villa D’Adda ad Arcore, città oggi nota per vicende politiche e sociali.

Resti della Galleria Vittorio Emanuele II bombardata nel 1943

Resti della Galleria Vittorio Emanuele II bombardata nel 1943 – foto di Foto Pessina (Pubblico dominio)

A Milano l’intreccio di stili archetettonici è ben visiblile a tutti. Nel contempo si passa dal neogotico del cimitero monumentale, eretto nel 1866 dal Maciachini (autore anche delle facciate in stile di Santa Maria del Carmine, San Simpliciano e San Marco), al neoromanico del Museo di storia naturale, opera di Giovanni Ceruti nel 1888-1893. Variante tipicamente lombarda dell’eclettismo è lo stile ‘lombardesco-bramantesco’: usato con notevole sensibilità e raffinatezza da Camillo Boito, ad esempio nella casa di riposo per musicisti voluta da Verdi (1899), esso improntò invece nella maniera più greve i ‘restauri’ ricostruttivi di Luca Beltrami, culminanti nel castello sforzesco.

Nella prima metà del XIX secolo Milano, il maggior centro culturale dell’area lombarda, pur accostandosi a modelli artistici soprattutto francesi, risente della cultura austro-ungarica. Una cultura che dominò per molti decenni e che ancor oggi ha lasciato tracce evidenti.

Artisti illustri dell’epoca a Milano

Milano brera cortile

Milano brera cortile– foto di Wikipedia (CC BY-SA 3.0)

A Milano la storia dell’arte ha origini molto antiche e “nobili”. Molte le scuole che hanno formato nei secoli artisti, soprattutto pittori, rimasti nella storia della città lombarda e d’Italia.

A dare una spinta notevole a questo sviluppo fu nella prima metà dell’ottocento, attraverso le sue mostre annuali, l’Accademia di Brera.

Le sue mostre erano frequentate dalla nobiltà, dalla borghesia commerciale e imprenditoriale lombarda e dalla società internazionale, la capitale del Lombardo-Veneto è certamente la più vicina, fra tutti i centri italiani, al modello dei ‘Salons’ parigini, pur rappresentando sostanzialmente una cultura più affine a quella austro-tedesca.

Dominatore è Francesco Hayez, con il suo romanticismo storico e la sua grande sensibilità di ritrattista, affiancato, fino alla chiamata nella Torino di Carlo Alberto, dal Pelagio Palagi, da Vitale ed Eliseo Sala e dall’ottimo ritrattista Molteni.

Notevole fortuna, nel secondo e terzo decennio dell’ottocento, accompagna le miniature e i dipinti dell’alessandrino Migliara, nel suo ruolo di unico rappresentante del gusto ‘trou-badour’ e di ottimo vedutista urbano.

La veduta urbana milanese, trasmessa dal Migliara a Luigi Bisi e perfezionata con il ‘genere’ in costume contemporaneo dopo il quarto decennio del secolo dal bergamasco Angelo Inganni e dalla sua compagna francese Amanzia Guérillot, è l’altro filone di grande spicco nelle mostre di Brera assieme a quello paesistico.

Quest’ultimo è inaugurato in età napoleonica dal bergamasco Marco Gozzi, che continuerà fino alla morte (1839) a produrre immagini documentarie di commissione governativa del territorio lombardo, ma non riuscirà a raggiungere l’agognata cattedra d’insegnamento a Brera, ottenuta invece dal più ‘moderno’ Giuseppe Bisi, fratello di Luigi.

Vero rappresentante, di notevole livello, del paesaggio e della veduta naturalistici romantici è il veronese Giuseppe Canella, arrivato a Milano e alle mostre dell’Accademia nel 1830, dopo una decennale esperienza prevalentemente francese, ivi compresi i boschi di Fontainebleau e Barbizon.

Fra il quarto e il quinto decennio si affaccia la nuova generazione romantica, con Cherubino Cornienti, Domenico e Gerolamo Induno, Federico Faruffini e l’accademico Giuseppe Bertini, anche brillante autore di vetrate. Le loro opere sono ancora oggi un vanto per la galleria Brera e rappresentano il successo dell’arte lombarda del secolo XIX.

Cosa vedere a Milano:tra modernità e tradizione

Partiamo dal presupposto che creare una mini-guida di tutti i siti di interesse milanesi è un’impresa titanica, ci limiteremo a fare un bel giro tra le principali meraviglie di questa città dai mille volti. Cosa vedere a Milano? Incamminiamoci…

Il patrimonio artistico di questa città è davvero immenso e descrive in modo perfetto il susseguirsi dei periodi storici, attraverso segni e monumenti ancor oggi intatti e perfetti. Vediamo quali sono state le epoche che hanno lasciato i più visibili segni sul volto della bella principessa Milano.

Mediolanum: è questo il nome dell’antica città romana, i cui resti, forse meglio definibili come meravigliose testimonianze si possono ammirare nelle Chiese, all’interno dei palazzi e dei musei, e negli scavi nella grande metropolitana cittadina.

Castello Sforzesco

Castello Sforzesco

Castello Sforzesco – foto di Jakub Hałun (Opera propria)

Ma, resta il Rinascimento l’epoca che ha portato Milano al più alto grado possibile di sviluppo. L’epoca delle cosiddette Signorie, ben rappresentate dal Castello Sforzesco. 

Da ricordare certamente i Musei del Castello Sforzesco, eretto nel 1447 da Francesco Sforza e ampliato sulle fondamenta del precedente edificio dei Visconti.

All’interno dell’edificio si può scegliere tra il Museo d’Arte Antica, La Pinacoteca, il Museo della Storia e della Preistoria, il Museo degli Strumenti Musicali, le Civiche Raccolte d’Arte Applicata e il Museo Egizio. Quest’ultimo, in particolare, ha un valore inestimabile dal punto di vista didattico e scientifico. I reperti esposti offrono significative testimonianze sulla usanze funerarie e sulla vita quotidiana dell’antico Egitto.

All’interno del monumentale Castello Sforzesco, si trova la Pietà Rondanini di Michelangelo, mentre nella Pinacoteca Ambrosiana sono conservati due capolavori, il Musico di Leonardo e la Canestra di frutta di Caravaggio.

Nell’adiacente Biblioteca Ambrosiana è custodito il Codice Atlantico di Leonardo, la più impressionante raccolta di disegni vinciana, che testimonia il percorso intellettuale del suo geniale autore dal 1478 al 1519.

Sempre di Leonardo è il Cenacolo, affrescato fra il 1494 e il 1497 nel refettorio della chiesa di S. Maria delle Grazie. Ma il simbolo della città è il duomo gotico, edificato a partire dalla fine del XIV secolo, con un fantasmagorico gioco di guglie e pinnacoli che ne enfatizzano la monumentale figura.

L’imponente Duomo di Milano

Impossibile poi non menzionare uno dei simboli, forse il più importate, dell’intera città, il Duomo. Una grandiosa rappresentazione gotica della potenza che Milano aveva nelle sue mani in quel periodo storico, che tutt’oggi descrive l’importanza di questo grande centro.

Duomo di Milano, simbolo della città

Duomo di Milano, simbolo della città– foto di © José Luiz Bernardes Ribeiro (CC BY-SA 3.0)

Dopo poche fermate partendo dalla bellissima  stazione in stile belle epoque, appena si sbuca di nuovo a cielo aperto ci si ritrova di fronte alla maestosità del Duomo;  solo un’altra chiesa delle tante viste colpisce così tanto: la cattedrale di Trani, un gigante silenzioso che impera nel suo stile semplice romanico tra cielo e mare.

Non chiedetemi perchè, ma la sensazione è stata simile, benchè il duomo non sovrasti gli elementi della natura, ma una piazza che sul suo lato ospita la nota e bella Galleria. Eppure in quel candore è come se si riuscisse a scorgere la stassa tacita possenza, nonostante i due stili architettonici diversi e lontani nel tempo. Il duomo di Milano pur gotico conserva quella linea che ad impatto riconosciamo subito noi italiani come la geometria delle nostre chiese, quel grande triangolo la cui punta svetta in cielo, in questo caso sormontato di guglie.

Sul sito troverete: storia, eventi, notizie del museo, cartoline elettroniche da inviare e anche la prenotazione per visitare la “terazza” del Duomo, salendo in ascensore.

Accanto al duomo si trova la galleria Vittorio Emanuele, realizzata nella seconda metà dell’800, ricca di negozi prestigiosi oltre che di famosi caffè e ristoranti.

La Galleria Vittorio Emanuele II

La Galleria Vittorio Emanuele II di sera


La Galleria Vittorio Emanuele II di sera– foto di Alterboy (CC BY-SA 3.0)

Forse non tutti sanno che Gustave Eiffel per la sua celebre torre a Parigi fu ispirato dalle strutture in ferro della Galleria di Milano.

L’idea di una struttura che coprisse il percorso da piazza Duomo a piazza della Scala fu del 1859: c’era già una galleria, più piccola, la galleria de Cristoforis, ma la nuova galleria sarebbe stata, nell’idea dei politici del Comune di Milano, più grande e importante, esempio di architettura funzionale ed estetica, come avveniva già nel resto di Europa.

Così il comune indisse un concorso internazionale per progettare la galleria: vi parteciparono 176 architetti e vinse Giuseppe Mengoni che disegno la galleria con due braccia, una più lunga, l’altra più corta, con al centro dell’incrocio una “sala” ottagonale.

L’anima era in ferro e la copertura in vetro. I due ingressi principali, quelli del braccio più lungo, erano sormontati da due grandi archi trionfali
Grottesche, cariatidi, lunette, lesene, avrebbero abbellito la galleria.

I lavori furono avviati nel 1865, fu proprio il re, re Vittorio Emanuele II di Savoia, a porre simbolicamente la prima pietra. Ci sono volute 700mila giornate di lavoro e 100 operai ogni giorno per edificarla.
Giuseppe Mengoni il padre della galleria, qui trovò gloria, ma anche morte, cadendo da una cupola durante un’ispezione a fine lavori.
All’epoca si penso anche che l’architetto cadde volontariamente, stanco delle critiche alla sua opera.
La galleria in verità divento subito luogo d’elitè, di incontri, di caffé letterari.

Inoltre proseguendo in via Montenapoleone, si forma così il cosiddetto quadrilatero della moda: uno dei ‘santuari’ dello shopping di lusso. Tra i principali luoghi di interesse di Milano rientrano anche: il neoclassico Palazzo Reale; la stupenda Pinacoteca Ambrosiana (che ospita tele di artisti quali Caravaggio e Raffaello); la Pinacoteca di Brera e il Museo Poldi Pezzoli, una delle più importanti Case Museo dell’intero territorio europeo.

Un tour al Teatro della Scala non deve assolutamente mancare: simbolo della Milano culturale, ben rappresentata a livello europeo e mondiale. Un prestigioso teatro che ha gentilmente prestato il suo nome ad un’altra grande struttura, il meraviglioso stadio della città di Milano, “la Scala del Calcio”, “il tempio del cacio”, l’imponente San Siro!

Il museo della scienza e della Tecnologia

In un paese come l’Italia dove le materie scientifiche sono spesso sottovalutate, il Museo della Scienza e della Tecnologia è una buona occasione per quanti giungono per lavoro a Milano con un volo aereo e non sanno come trascorrere al meglio parte del loro tempo.

Visitare il Museo della Scienza e della Tecnica è anche scoprire uno dei luoghi più belli di Milano perché ha sede in un ex-convento, fondato dai benedettini nell’XI secolo di fianco alla Basilica di San Vittore e ricostruito nel Cinquecento dai Frati Olivetani .

Una volta entrati però non resta che calarsi in questa sorta di macchina del tempo che ci fa viaggiare nella storia dell’ingegno umano, dell’inventiva, della conoscenza e della sua applicazione pratica. Si viaggia nei secoli. L’emozione più affascinante è andare alla scoperta delle opere dell’inventore per antonomasia Leonardo da Vinci.

Ma prima di avventurarsi nella Galleria di Leonardo , un occhio attento lo meritano le sale che precedono la galleria dedicate alle arti e attività artigianali e alla loro evoluzione industriale. Bisogna anche ricordare che le sezioni del Museo sono tante, esattamente 28, vederle tutte con attenzione richiede molto tempo, occorre quindi scegliere i temi che ci affascinano di più senza dimenticare però una visita ai laboratori interattivi , soprattutto se si è in compagnia di bambini. E nell’era di Internet non si può non rimanere incuriositi dalla sezione Radio e telecomunicazioni.

Ma l’area senza dubbio più scenografica è l’edificio aeronavale mentre particolarmente suggestiva è la stazione in stile liberty all’interno del padiglione ferroviario. Il bello di questa visita è divertirsi apprendendo e scoprendo la storia di oggetti o mezzi di trasporto che col tempo si sono evoluti, come ad esempio il famoso tram a vapore milanese Gamba de Legn .

Come arrivare
L’ingresso del Museo della Scienza e della Tecnologia è in via San Vittore a un passo da Piazza Sant’Ambrogio.
Mezzi pubblici: MM2 S.Ambrogio. Autobus: 50, 54, 58, 94.
In automobile : trovare parcheggio nei pressi del Museo è piuttosto difficile, si sconsiglia l’uso dell’auto.

Un giro tra le abbazie

Le abbazie sono davvero tantissime e tutte di notevole interesse. Tra le principali è possibile menzionare Chiaravalle e Morimondo, dell’ordine Cistercense; Viboldone  e Mirasole dell’ordine degli Umiliati. Basta uscire di poco dal centro della Grande Milano, per scoprire un territorio dove il tempo sembra essersi fermato, dove la storia vien sussurrata dal vento.

Le Basiliche di Sant’Ambrogio, Sant’Eustorgio e San Lorenzo sono tre dei luoghi più visitati insieme a Santa Maria delle Grazie e al suo Cenacolo. Su una delle pareti del refettorio del convento dei domenicani di Santa Maria delle Grazie, tra il 1494 e il 1498, Leonardo da Vinci, sotto incarico di Ludovico Il Moro, realizzò uno dei più ammirati capolavori della storia dell’arte: l’Ultima Cena, nella quale Gesù annunciò “ In verità vi dico, qualcuno di voi mi tradirà”.

La Basilica di Sant’Ambrogio

La basilica di Sant'Ambrogio, seconda chiesa per importanza della città

La basilica di Sant’Ambrogio, seconda chiesa per importanza della città– foto di MarkusMark (CC BY-SA 3.0)

A Milano, nella basilica di Sant’Ambrogio, c’è tanta arte e per chi ci crede un po’ di magia profana.
Fu edificata tra il 379 e il 386 grazie al vescovo di Milano Ambrogio, laddove erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane.
Per chi ama la simbologia magica, si dice che Milano (Mediolanum, cioè “che sta nel mezzo”) è nel centro di coordinate terrestri e astrali individuate dai druidi per riunirsi nei loro riti sacri.
Nella basilica di questa città “magica”, una colonna emanerebbe una energia particolare, e chi vi poggia la mano sentirebbe una scarica elettrica.
Fenomeno certo spiegabile, ma gli amanti dei segni magici vi trovano dei perché diversi dalla scienza.
Milano avrebbe un altro punto di forte energia, la cripta di S.Calimero, dove c’è un pozzo da cui un tempo sgorgava acqua benefica ritenuta miracolosa.

Nella storia della città, poi, c’è un vasto repertorio di documeneti che attestano l’attività dell’inquisizione contro le streghe.

I castelli

I Castelli sono un’altra ricchezza dell’intero territorio: il Castello Borromeo d’Adda, dalla millenaria storia, il Castello di San Giorgio, il Castello Visconteo, esempio della tipica architettura castellana dell’intera regione, il Castello Belgioioso con la sua bellissima torre merlata Pusterla e tanti, tanti altri. Tutti simboli di un glorioso passato, che mai cederanno il passo all’arrogante modernità, che vien messa da parte dall’eleganza dei tempi che furono.Per chi ha la passione per la musica, da non perdere è la Basilica di Santa Maria della Passione, al cui interno si svolgono eventi musicali davvero notevoli, accompagnati dal suono dei due organi presenti, risalenti al XVI e al XVII secolo.

Milano verde

La provincia milanese ha tanto da offrire e la Milano Verde ne è un esempio: fiumi dal percorso tortuoso come l’Adda, che forma, nella zona nord di Trezzo, rapide e canyon; il Ticino, che attraversa boschi e isolotti, protetti dal Parco naturale fluviale forse più grande d’Europa. Tutta la zona è attraversata da acque sotterranee, sulle quali ha lavorato anche in grande Leonardo da Vinci (periodo degli Sforza), che sulla base di quanto già fatto dai monaci del Medioevo (loro hanno cominciato a bonificare l’intera area) ha creato il sistema per regolare il livello delle acque dei canali dei Navigli Milanesi.

Un altro quartiere attraente, per l’appunto, è quello dei navigli, canali navigabili che un tempo facevano parte integrante del sistema viario delta città. Oggi, quest’area, a sud-ovest del centro, è una delle mete preferite dai milanesi che di sera possono ascoltare musica dal vivo e mangiare nelle trattorie lungo i due corsi d’acqua. In primavera e in estate è possibile farvi delle gite in battello e durante tutto l’anno vengono allestiti mercatini dell’antiquariato.

A seconda della vicinanza al punto di appoggio di cui si dispone, si può scegliere se atterrare all’Aeroporto di Milano Malpensa sigla MPX, di Milano Linate sigla LIN e di Bergamo Orio al Serio BGY base di molte rotte low cost. Mentre volo Mil è la sigla internazionale per identificare tutti gli scali milanesi.

Una visita fuori dal comune: ecco cosa fare a Milano per viverla al meglio

Restando nel cuore della città, tra i canali del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese, si apre il mercato dell’antiquariato dei navigli, il più importante di Milano. Oltre 400 bancarelle espongono mobili, porcellane, argenteria, modernariato di ogni tipo etc. ed altri oggetti da collezione. Una bel modo per passeggiare in uno dei luoghi più suggestivi della città. Se, invece, decidete di visitare questa città nel periodo Natalizio, non potete perdervi la festa di Sant’Ambrogio (patrono della città e a cui è dedicata la chiesa più antica di Milano) e l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, durante la quale si tiene la festa degli Obei Obei dove è possibile trovare le cose più stravaganti, oggetti di pregiato artigianato, vin brulé e vin cotto. Entrambe rientrano tra gli eventi più importanti a Milano. 

Milano, Sant’Ambrogio e i suoi biscotti

Sant’Ambrogio è il patrono di Milano e ogni anno i milanesi lo ricordano con la fiera degli “O bei! O bei!” ( antica esclamazione usata dai bambini per indicare i giocattoli e definirli “belli”). Tradizionalmente le bancarelle erano racchiuse nella piazza circostante la basilica dedicata al santo ed era d’obbligo visitare la chiesa e baciare la bacheca con le reliquie del santo.
Oggi le bancarelle si sono spostate di qualche metro, ma continuano a vendere articoli di poco prezzo, dolcetti e caldarroste.
La fiera degli O bei O bei rimane dunque una tradizione della festa patronale di Milano, come tradizione è quella di cucinare, per questo giorno di festa, i biscotti di Sant’Ambrogio. Eccone la ricetta, per chi desidera cimentarsi nella loro realizzazione.
Ingredienti per 8 persone:
1 kg di farina, 6 uova, 400 g di zucchero, 200 g di burro, 1 bustina di vanillina, 1 bustina di lievito per dolci.
Versate la farina a fontana sulla spianatoia, nel cratere mettete le uova, il burro fuso, la vanillina e il lievito per dolci. Lavorate il tutto e formate una palla di pasta; avvolgetela in un pezzo di pellicola e riponetela nel congelatore per 30 minuti. Con il mattarello, stendete la pasta allo spessore di 5 mm e tagliatela con le formine per biscotti. Ricoprite una placca con la carta da forno, adagiatevi i biscotti e cuoceteli in forno caldo per 15 minuti. E buon appetito!

Nelle vicinanze…

Il comune di Abbiategrasso ospita ogni anno il Palio San Pietro, una sfilata storica per le vie della città di oltre seicento personaggi in costume medioevale, seguita dal palio tra le sei contrade. Un modo per evadere dai soffocanti ritmi della moderna città e ritornare in quella che era la Milano del passato, un unico grande territorio dalle affascinanti tradizioni.

Piacevoli escursioni in bicicletta lungo il Naviglio portano alla scoperta di un ambiente incontaminato, piacevolmente rilassante, un vero toccasana per lo spirito. E se pedalando la fame si fa sentire, è possibile concedersi gradevoli soste presso le accoglienti aziende agrituristiche che offrono ospitalità e ottima cucina.

Cosa assaggiare a Milano? Ovviamente, formaggi (grana padano, il gorgonzola stravecchio e crescenza); insaccati (il salame Milano su tutti);  piatti tipici della tradizione, quali frittata di rane, risotto con lo zafferano, risotto con la zucca, minestra di verze, la busecca, la casoela, i bolliti misti e la famosa cotoletta alla milanese. A milano di mangia davvero bene!

Per un relax a 360 gradi un salto alle Terme di San Colombano al Lambro è ideale. Un grande parco termale attrezzato anche con strutture di intrattenimento che organizza escursioni nelle località limitrofe.

Cosa vedere e cosa fare a Milano? Ora sapete come dare risposta a tal quesito. Milano non è solo una città, ma un vastissimo territorio, che ha davvero tanto da offrire.

Milano, è inutile dirlo, vanta un gran numero di centri commerciali e ipermercati, classificandosi al primo posto in Italia nel settore della grande distribuzione. Insomma, sia per cultura che per shopping, Milano si conferma la città più importante del nostro Paese. Certamente da visitare almeno una volta!

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Dettagli Mariano Cheli

..."sentirsi liberi attraverso le parole"... Studente in giurisprudenza amante della scrittura. Adoro giocare con le parole e amo informarmi e scrivere in merito a svariati argomenti. Inoltre, amo il mio Paese e giorno dopo giorno cerco di conoscerlo sempre più a fondo e, attraverso la scrittura e il web, presentarlo a quante più persone possibili, sotto molteplici sfaccettature.