I Sapori della Sardegna: il pane “carasau”, il Fiore Sardo DOP ed altri prodotti tipici sardi

I Sapori della Sardegna: il pane “carasau”, il Fiore Sardo DOP ed altri prodotti tipici sardi


La tradizione ci dice che la Sardegna ha tanti nomi. Infatti nell’antichità, i Greci la chiamavano Ichnusa (impronta), i Romani Sandalion (sandalo) a causa della sua forma che somigliava ad una suola.

Bandiera della Sardegna

Bandiera della Sardegna – foto di Angelus(talk) (CC BY-SA 3.0)

Situata al centro del Mediterraneo, con un territorio prevalentemente montuoso ma privo di alte vette, la Sardegna è un’isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali.

L’uomo è in certe zone assolutamente assente. Vaste superfici sono rimaste intatte ed incontaminate, abitate da cervi, cavalli selvatici , cinghiali e grandi rapaci e sono ricche di piccole zone desertiche, stagni e boschi rigogliosi con alberi secolari.

Tra mare…

Il mare domina l’intero paesaggio con i suoi colori smeraldini e si insinua nelle cale tortuose, lungo le coste e le spiagge, nelle località più frequentate. (Vedi l’articolo sulle coste e il mare della Sardegna)

Costa Sardegna

Costa Sardegna – foto di papaveru

Le mete balneari più richieste dei turisti sono: Villasimius, che sorge nella punta sud orientale della Sardegna, nel lato occidentale del rio Foxi che si getta nel mare del golfo di Carbonara. Alghero, anche nota ai cugini catalani come “Barceloneta” .

Bosa piccolo centro abitato, ma con il fascino romantico delle città di fiume e un ricco bagaglio di tradizioni tuttora in vita. Stintino, Costa Rei, Costa Verde, la Sardegna orientale e la costa del Sud, caratterizzate da mare trasparente e da belle e splendide spiagge.

La costa Smeralda con la sua perla, Porto Cervo, metà di VIP e comunque di un turismo di lusso. Il suo Porto Vecchio è considerato il più attrezzato porto turistico del Mediterraneo. Porto Rotondo è una località anch’essa rinomata, che si affaccia sul Golfo di Cugnana ed è popolata da ville e piazze immerse in una magnifica natura.

…e montagna

Chi al mare preferisce la montagna potrà andare alla scoperta della regione più selvatica ed aspra di quest’isola, stiamo parlando del Gennargentu, il più vasto complesso montano della Sardegna. L’entroterra con le sue montagne, le foreste fitte, i canyon, le grotte e le miniere, sono mete sempre più ambite.

Specialmente la primavera ed l’ autunno, sono periodi particolarmente adatti a scoprire l’isola a piedi, con la bici o ,perché no, in sella ad un cavallo. Molti sono gli agriturismi presenti in Sardegna forniti di maneggi per meravigliose passeggiate a cavallo immersi nella natura.

Uluru Sardo

Uluru Sardo – foto di FIRSTonline

Ogni anno milioni di turisti arrivano sull’isola per godere appieno delle bellezze che riserva: uno dei metodi migliori per raggiungere l’isola è quello di prenotare con largo anticipo uno dei tanti traghetti per la Sardegna .

In questo modo sarà possibile risparmiare sul costo dei biglietti del trasporto verso l’isola.

Sempre per gli amanti della montagna e delle passeggiate tra boschi ed ampi prati verdi, da visitare il Monte Ortobene, oasi naturale su cui s’innalza la statua del Cristo Redentore.

Immersa nelle verdi vallate di questo monte, si trova Nuoro, capoluogo di provincia. Nuoro è stata abitata fin dall’antichità, come testimoniano le domus de janas e i nuraghi. In questa città, particolarmente emozionante per gli amanti della letteratura è il Museo Grazia Deledda . Qui sono conservati, ancora intatti, documenti e oggetti appartenuti alla scrittrice sarda, vincitrice del Premio Nobel nel 1926.

Sardegna a tavola

La Sardegna infatti è una regione che va non solo visitata ma anche gustata a tavola.

La cucina sarda è una vera e propria arte, caratterizzata da prelibatezze culinarie uniche e dalla sua varietà, nonché dall’essersi arricchita nella storia attraverso diverse culture mediterranee. Varia e diversificata, spazia dalle carni arrostite, al pane, ai formaggi, ai vini, a piatti di mare.

Ogni provincia ha i suoi tipici piatti, ricchi di tradizione e di ingredienti. Ogni piatto racchiude la storia e le tradizioni delle popolazioni che hanno vissuto ed attraversato quest’isola e questo meraviglioso territorio.

Cagliari, capoluogo di regione, i suoi piatti tipici sono la Fregula cun cociula (fregula con le vongole); le Còcciulas e cotzas a sa schiscionera (vongole e cozze cucinate in tegame), e poi la Burrida a sa casteddaia (un piatto a base di gattuccio marino, aceto e noci), la Cassòla, una zuppa di vari pesci, crostacei e molluschi; l’Aligusta a sa casteddaia (aragosta condita alla cagliaritana).

Seguono gli spaghetti con vongole e bottarga e gli Spaghittus cun arrizzonis (ossia spaghetti ai ricci di mare serviti anche in varianti con carciofi o con asparagi selvatici).

Nelle coste sulcitane si trovano alcune delle più antiche tonnare del Mediterraneo. La cucina risente dei forti influssi genovesi ed è fortemente basata sulla pesca del tonno rosso e sui prodotti collegati a tale pesca, come la bottarga, il cuore di tonno, senza dimenticare il Cascà, un cuscus di semola con sole verdure, di origine tabarchina.

Nella cucina tipica dell’oristanese sono molto apprezzate le anguille. Gli stagni sono ricchi di questo pesce e dalle uova di questi si produce la bottarga di muggine. Ad Alghero le aragoste sono molto pregiate un piatto tipico è l’aragosta alla catalana, questo piatto racchiude in se le chiare tracce del passato Catalano di Alghero. Verso Santa Teresa e l’arcipelago della Maddalena, le insalate di polpo sono una tipica specialità, mentre ad Olbia lo sono i piatti a base cozze, vongole veraci e arselle.

Il pane “carasau”

Il pane è alla base dell’alimentazione di tutti i popoli e in Italia in particolare è l’alimento più importante della cultura culinaria sarda. Un detto tra i pastori sardi, suona pressappoco così: «Per essere buono il pane ha bisogno di olio di spalla», cioè richiede una lunga lavorazione.

Pane carasau

Pane carasau – foto di Shardan (CC BY-SA 3.0)

C’è un tipo di pane in Sardegna che ancora oggi è considerato l’antenato dei crackers: sono foglie sottilissime di pane di forma rotonda, che i sardi chiamano “carasau” e i turisti hanno soprannominato “carta musica” per il suono particolare che emette quando viene spezzato.

I pastori se ne portano dietro grandi quantità e con esso fanno delle “suppas”, cioè pane ammorbidito con acqua e condito con fettine di formaggio.

In Sardegna il pane è di tutte le forme: c’è il pane a forma di ciambella, c’è una focaccia triangolare chiamata “pizzuda”, c’è “T’ispianadda”, che è un pane tondo schiacciato senza mollica. Ci sono pezzature gigantesche, che pesano dieci chilogrammi e anche più.

Il Fiore Sardo DOP

Il Fiore Sardo DOP è uno dei formaggi più conosciuti della tradizione casearia sarda. Viene prodotto nelle province di Nuoro, Sassari, Cagliari e Oristano e si ottiene con latte di pecora intero, fatto cagliare con caglio di capretto o di agnello.

Il latte che ha riposato qualche tempo dopo la mungitura viene filtrato con teli sottili e versato nelle caldaie di rame stagnato dove avviene la coagulazione. La cagliata viene rotta fino a ottenere piccoli grani; poi viene spurgata e subito trasferita nei tipici stampi.

Queste forme vengono messe per un paio di giorni in salamoia, per poi venire salate a secco e messe ad asciugare davanti al fuoco.

In primavera il latte viene coagulato senza intervento termico. La maturazione avviene per un tempo che va dai 2 agli 8 mesi, e durante questo periodo le forme vengono strofinate con sale o grasso di pecora e girate di frequente.

A tavola il Fiore Sardo è davvero versatile: fino a due o tre mesi dalla stagionatura è perfetto consumato da solo, mentre più avanti è ideale da grattugiare e si presta a tante ricette, anche abbinato a miele, frutta e marmellate.

Da bere, col Fioresardo, in Sardegna è d’obbligo l’abbinamento col Cannonau DOC rosso vigoroso dal sapore deciso, ottenuto dall’uva omonima, che si serve a 18°-20°C.

In alternativa, vanno benissimo un Rosso Piceno DOC o un Rosso Conero DOCC, da uve Montepulciano e sangiovese, serviti a temperatura ambiente.

Tra i formaggi italiani dunque il Fiore Sardo è quello più facilmente abbinabile a pietanze dolci e salate, è ottimo anche come condimento per primi piatti di pasta e riso. Tra le tante ricette che si possono creare  con questo formaggio ne ricordiamo due: Riso con salsa cruda di pomodori e Malloreddus con salsiccia, asparagi e ovviamente  Fiore Sardo.

La cucina sarda è soprattutto una cucina di pastori: tanto formaggio e molta carne arrostita di pecora.Ma sulle tavole dell’entroterra sardo domina anche l’agnello, seguito dal maiale giovane, con particolare predilezione per il porcello da latte femmina.



La gastronomia sarda affianca ai sapori del mare i gusti e i forti aromi della flora mediterranea, offre sia piatti di antica tradizione pastorale e contadina sia di origine marinara, preparati dai pescatori o dalle loro mogli, con le prede della giornata.

Torrone, tipico dolce sardo

Torrone – foto di georilla

E il dolce? Tonara, sul versante occidentale del Gennargentu, è anche la patria del torrone!

Dunque non manca proprio nulla a questa splendida isola: sapori, odori, dal salato al dolce, per soddisfare i gusti più semplici e quelli alla ricerca di sensazioni forti.