Il fascino dei laghi lombardi



foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Sono belli nelle giornate di sole come in quelle nebbiose e hanno un fascino e un’attrattiva particolare tutto l’anno. Sono i laghi della Lombardia.

Cominciamo questa breve carrellata, tralasciando i laghi d’Iseo e d’Idro, di cui tratteremo in un prossimo post, con il lago di  Garda, che è il primo lago italiano per estensione ed è il più nominato nella letteratura  italiana e straniera.
Le fortezze di Sirmione e di Desenzano, la Rocca di Manerba, Salò e Gardone Riviera con lo  scenografico Vittoriale dannunziano si stagliano armoniosamente sui maestosi sfondi dell’Alto Garda, accanto alle mediterranee presenze di Gargnano, Campione e Limone.

Sarà per l’ambiente straordinario allora che qui si affollano, in ogni stagione, migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, sulla scia di quel turismo moderno inaugurato proprio sulle rive del Benaco da Goethe nel corso del Settecento e poi da Luigi Wimmer, nel secolo successivo.

Sponde del lago  di Garda che toccano due regioni(Lombardia e Veneto) sono state nei secoli fonte d’ispirazione per migliaia di artisti e di letterati. Ecco perché il fascino e la particolarità di questo lago sono immortali.

Poi c’è il Lago Maggiore.
Storica via d’acqua per transiti di popoli e merci, adibito al trasporto dei massi di pietra estratti dalle cave piemontesi e destinati alla costruzione del Duomo dì Milano, in epoche leggendarie le sue acque sono state solcate persine dalle navi dei pirati, i cui bottini trovavano un facile nascondiglio tra i numerosi anfratti della sponda lombarda.

Quest’ultima è la sola ad affacciarsi al di qua del confine regionale, dal momento che il più occidentale fra i laghi prealpini guarda, a ovest per l’appunto, verso il Piemonte, addentrandosi a settentrione fin nel canton Ticino. La sua lunghezza è di circa 50 km, mentre in larghezza oscilla fra i 3 e i 4,5 e del suo sistema orografico fanno parte altri specchi d’acqua come il lago d’Orta e il lago di Lugano.

Oggi non si contano le testimonianze naturalistiche, storico-artistiche e tecnologiche offerte dal grande lago ai turisti provenienti da tutto il mondo: basta infatti citare la Rocca di Angera, il Museo dei Trasporti dì Ranco, l’eremo di  Santa Caterina del Sasso a Leggiuno, il golfo delle isole Borromee o quello di Laveno per tracciare uno sfondo culturale e ambientale di grande suggestione.

I Laghi di Varese sono originati da conche moreniche scavate dai ghiacciai e poi colmate  durante il loro ritiro, i quattro piccoli laghi sono tutti adagiati a ovest del capoluogo si distinguono per forma e dimensione, risultando tuttavia accomunati dalla dolcezza del paesaggio collinare che li ospita.

Uno scenario che, per le favorevoli condizioni ambientali, fu  prescelto in epoca preistorica per i primi insediamenti umani e che fra il XVIII e il XIX secolo divenne il soggetto preferito dei vedutisti lombardi.

Un motivo in più per attirare qui  le nobili famiglie milanesi che, nello stesso periodo, sulle rive dei quattro laghetti edificarono bellissime ville.

La moderna edilizia ha fortunatamente intaccato solo in parte la suggestione dei luoghi: il lago di Varese, il più esteso del sistema lacuale, conserva quasi inalterati i suoi attributi ambientali e paesistici, con lo sfondo delle Prealpi e del Monte Rosa in lontananza.