Le abbazie lombarde



duomo di Monza foto di Gabriele Zompèì

duomo di Monza
foto di Gabriele Zompèì

Ce ne sono a centinaia in Italia e si trovano in tutte le regioni. Sono le abbazie. Veri e propri luoghi di contemplazione e preghiera, molte di esse aperte ed ospitali tutto l’anno. Altre riservate a pochi e visitabili solo su prenotazione. Anche in questa calda estate dunque lo spirito, oltre che il corpo, ha bisogno di riposo e di rigenerazione. Ecco allora un breve itinerario tra le abbazia della Lombardia, una delle regioni che in estate si svuota, consentendo così ai residenti di vivere meglio e bene. La prima che vogliamo proporre è l’ Abbazia cistercense del Cerreto. Essa fu fondata dai conti Cassini nel 1084 e lasciata ai cistercensi nel 1135, sorge ad Abbadia Cerreto, 11 km a est di Lodi: dell’antico monastero rimane la chiesa di San Pietro (XII sec.) con semplice facciata a capanna; nell’interno è una cinquecentesca Madonna col Bambino e santi; nel presbiterio un Crocifisso m bronzo (XVII sec.) e stalli lignei (fine XVIII sec.).
Altro capolavoro da visitare tutto l’anno è la Certosa di Pavia.
II complesso – iniziato nel 1396 e terminato nel 1542 – presenta una maestosa facciata, capolavoro di scultura lombarda rinascimentale e manierista, impreziosita da medaglioni quattrocenteschi e da un meraviglioso portale (1501 ). L’interno a tre navate è ricco di opere d’arte, tra le quali spiccano un polittico del Perugino (Padre Eterno), affreschi e tavole del Bergognone. Nel transetto destro è il monumento sepolcrale di Gian Galeazze Visconti (1497); da qui una porta da accesso al chiostro piccolo (1462 circa), uno dei punti più suggestivi della Certosa.
E poi l’ Abbazia di Santa Maria dell’Acquafredda.
Adagiato nel borgo di Lenno, nelle vicinanze del lago di Como, l’edificio originario venne eretto nella prima metà del XII secolo, diventando abbazia nel 1150, ma l’aspetto odierno è frutto di una ricostruzione dei secoli XVII e XVIII.
Nei primi anni del Novecento, il complesso venne affidato ai benedettini e, negli anni Trenta, ai cappuccini che tuttora vi risiedono. All’interno si trova la cappella dedicata alla Madonna che presenta un ciclo a affreschi sui Misteri del Rosario.
Altro scrigno d’arte e di spiritualità è il Santuario della Madonna di Caravaggio.
Nei pressi di Caravaggio, il centro noto per aver dato i natali a Michelangelo Merisi, avvenne un fatto miracoloso: secondo la tradizione, nel 1432, la Madonna sarebbe apparsa a una contadina. A seguito di questo evento, Filippo Maria Visconti fece erigere questa chiesa, che venne poi ampliata e ricostruita in forme grandiose per volere di Carlo Borromeo, che affidò il progetto a Pellegrino Tìbaldi (1575).
Proseguendo il viaggio verso Piona, troviamo la sua Abbazia.
Ai piedi dei monti Legnone e Legnoncino su una penisola che chiude un’insenatura del Lario poco a sud di Colico, sorge questo monastero, fondato dai monaci clu-niacensi nel XII secolo e ridotto a commenda nel XV. Da questo momento in poi, la struttura andò decadendo, fino al 1906, quando iniziarono opere di restauro. Pregevole il chiostro* romanico-gotico.

Poi si giunge a Milano e al suo hinterland. Anche qui si trovano antichi luoghi di culto, tra cui citiamo l’abbazia di Viboldone (XIII sec.) con la facciata in laterizio e il portale in marmo, l’abbazia di Chiaravalle, costruita su una primitiva chiesa del 1135, la Certosa di Garegnano, fondata nel 1349 da Giovanni Visconti e l’abbazia di Morimondo, risalente al 1134 e voluta dai monaci cistercensi di Morimond, in Francia. In territorio brianzolo ricordiamo la basilica dei Santi Pietro e Paolo ad Agliate (XI sec.) che spicca per il suo battistero a pianta ennagona.
Insomma non c’è che farsi una bella passeggiata rilassante tra queste mete e respirare l’aria di un tempo, semplice e ricca di spiritualità, tutto quello che forse oggi manca nelle frenetiche città.