Cosa visitare nelle Marche, una provincia tira l’altra



foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Siamo abituati a parlarvi di località turistiche che si trovano all’interno di una provincia e quindi all’interno di una regione. Stavolta invece vi raccontiamo le bellezze turistiche di un’intera regione, percorrendola da nord a sud, toccando tutte le sue province e citando tutto ciò che di bello c’è in ciascuna di esse. Qual è questa regione? Le Marche!
La prima provincia che “visitiamo” e quella più a nord, che confina con l’Emilia-Romagna, cioè  Pesaro e Urbino. E’ un crocevia strategico del turismo, tra il Mare Adriatico e i Monti dell’Appennino, tra Romagna, Toscana e Umbria, una felice sintesi delle attrattive del centro Italia.
Una tavolozza di colori che spazia dal verde dei boschi all’azzurro del mare in un armonico insieme: lungo il litorale spiagge dorate che contrastano con il verde scuro delle colline dove campeggiano antichi borghi e castelli.
Ambiente e storia si intrecciano di continuo in questa provincia fortunata.
Per rendersene conto basta addentrarsi nell’entroterra, dove la città universitaria di Urbino ancora oggi conserva quella incredibile atmosfera del Rinascimento italiano.
Attorno ad essa si estende il paesaggio medievale del Monte Feltro.
Più in la si ergono i massicci montuosi dell’Appennino, il Carpegna, il Nerone e il Catria, da cui partono le valli del Marecchia, del Conca, Del Foglia, del Metauro e del Cesano.

Tutto un susseguirsi di spettacoli naturali, di memorie, di tesori d’arte nascosti: rocche intatte o ruderi su rupi impervie, santuari e pievi in mezzo a pascoli aperti o sulle soglie dei boschi e ancora palazzi principeschi e solenni corti ducali.
Per tutto questo e per molto altro la provincia di Pesaro-Urbino è meta costante nel corso dell’anno di turisti italiani e stranierim, confermandosi così tra le province più richieste dai vacanzieri.
Attaccata ad essa c’è la provincia del capoluogo di regione, ovvero Ancona.

 

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

II territorio della provincia di Ancona è nato amministrativamente solo dopo l’Unità d’Italia per accorpamento di aree che avevano storicamente gravato verso il nord e il centro delle Marche. Il suo paesaggio dialoga con la montagna appenninica, ma anche con il mare Adriatico, in forme e colori che sono stati al centro della letteratura e dell’arte della regione.
E’ una provincia dove prevalgono tanti piccoli centri, minirepubbliche murate ognuna con i propri gioielli, i propri personaggi storici, e sicure varianti di piatti regionali, tutti gelosamente coltivati.

I musei, le spiagge, le ville storiche, le case coloniche, i vicoli dei borghi, i baracchini del mare, le trattorie, gli odori umidi delle cantine che si sentono per le strade dei centri storici, e poi alcune vedute mozzafiato, un certo modo di guardare, di dare informazioni, di portare il cappello, insomma un generale “modo di vivere” sono la vera scoperta di un percorso che va oltre i tradizionali luoghi del turismo di massa. Esplorando palmo a palmo, con discrezione, ma anche con meraviglia, un territorio diverso a ogni chilometro, e nonostante questo con più cose che uniscono di quanto dividano.

 

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Scendendo verso sud troviamo la provincia di Macerata, che offre al visitatore attento tracce evidenti di insediamenti che partono dalla preistoria, i più alti esempi della pittura gotica e rinascimentale e sorgei minerali dalle spiccate proprietà benefiche e curative.
Un viaggio in questa terra ci avvicina alle cime misteriose ed altere, ma anche alla visioì continua di paesaggi incantati, di piccoli borghi discosti, di luoghi ricchi di storia e tradizioni, chiesette per lo più romaniche ornate di affreschi, di sentieri, di grandi distese verdeggianti, una eccezionale abbondanza di flora e fauna, di odori, di acque salutari e di gente silenziosa e ospitale.

Le principali tradizioni artigianali della provincia riguardano le lavorazioni della peli della carta, dei vimini, della costruzione e restauro di mobili d’arte, delle terracotte, del ferro rame battuto, dei tessuti a mano e dell’argento.

Numerosi sono i piatti ed i prodotti tipici di tradizione, a partire dalla montagna con pregiato tartufo, i funghi, i formaggi, i salumi, la cacciagione, la carne d’agnello e gli antichi legumi, per discendere la collina con i celebrati prodotti di qualità quali i vini, l’olio extra-vergine la carne bovina di razza marchigiana, per approdare al mare con i brodetti e le infinite ricette con il pesce dell’Adriatico.
Arriviamo alla più giovane delle province marchigiane: Fermo.

Gli abitanti della città sin dal lontano 1860 sognavano una loro provincia, che finalmente nel 2004 è stata istituita ed è divenuta operativa nel 2009.
La città di Fermo, con i suoi stili sovrapposti, romanico, gotico-fiorito, rinascimentale e barocco, con la meravigliosa cattedrale, il teatro che è un prezioso gioiello settecentesco, i palazzi gentilizi ha una storia antica e nobile.
Sulle note di un’antica tradizione musicale, la “città della musica” offre rassegne di altissimo livello e vanta il conservatorio Pergolesi, oggi Libera Università insieme alle altre due sedi universitarie. Ingegneria e Beni culturali.
D’obbligo anche una visita al museo Diocesano, dove si custodiscono opere di valore inestimabile, alla Pinacoteca, alla Biblioteca e al museo polare, unico in Italia nel suo genere.
La scenografia fermana è ricca nella sua interezza, con i suoi 40 paesi sistemati sulla cima delle colline che costellano il territorio come preziosi scrigni di arte, cultura e soprattutto lavoro. Perché da queste parti l’operosità è un vanto che ha donato prestigio a livello internazionale, le cui firme sono l’orgoglio dell’intero Paese.

I comparti industriali specializzati nella lavorazione delle calzature, dei cappelli, della meccanica, dell’informatica e dell’elettronica, ripropongono addirittura modelli dei quartieri artigiani delle città comunali, le cui attività si concentravano in gruppi di vie adiacenti.
Manifestazioni e iniziative sportive, inoltre, si susseguono a ritmo serrato per tutto l’anno accogliendo calorosamente i visitatori con l’antica tradizione enogastronomica ricca di piatti tipici accompagnati da pregiati vini Doc come il Rosso Piceno, il Falerio, il “vino cotto” e numerosi vini locali.
Dunque il fermano è un delizioso appuntamento anche per il palato con le sue specialità conosciute ovunque, dal salame “ciauscolo” ai maccheroncini di Campofilone e il dolce aromatico natalizio “frustingo” fino all’olio extravergine di oliva dì tradizione centenaria.

 

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

E poi, ultima provincia solo nell’ ordine geografico, Ascoli Piceno: dai monti Sibillini, con il Lago di Pilato, percorre le colline arricchite da borghi medievali, fino ad arrivare alla spiaggia, caratterizzata da sabbia finissima e dorata, che scivola dolcemente nel mare, contraddistinto da bassi fondali e da acque che, puntualmente, ogni anno ricevono la Bandiera Blu Europea.

Sui Monti Sibillini si trova la grotta in cui, si dice, viveva la profetessa “Sibilla”, da cui prendono il nome.
Fra le varie feste e rievocazioni storiche va menzionato il Torneo della Quintana, che rimanda ai tempi cavallereschi del Medioevo e si svolge i primi di agosto di ogni anno ad Ascoli Piceno; i personaggi, vestiti con ricchissimi e fedeli costumi dell’epoca, sfilano per le antiche “rue” per arrivare al campo dei giochi ove si svolge il torneo vero e proprio.

Una delle più importanti risorse di questa fascia di mare è il pesce, a cui si uniscono olii extra-vergini, vini e piatti tipici, fra cui il “brodetto alla sanbenedettese” e le rinomate “olive ascolane”.
Terra di frontiera, punto d’incontro di culture e popoli diversi, come gran parte delle province italiane.