In terre di salami e salumi nasce il Museo del Maiale

salumi.jpgMusei delle bambole, museo delle cartoline, museo del…”maiale”.
Non sto facendo battute, esiste ed è stato inaugurato da poco, il 2 febbraio precisamente, a Carpineto Sinello, un piccolo borgo dell’entroterra vastese, in provincia di Chieti.

Abruzzo di pastori, abruzzo di allevatori, abruzzo di gastronomia: il paese di carpineto è da sempre dimora di numerose famiglie storicamente dedite all’allevamento del maiale,nonchè del commercio dei suini e oggi soprattutto alla sua trasformazione.
Questo museo è un serio segno dei tempi, la rivalutazione della tradizione cuclinaria, la valorizzazione del terriritorio, perchè in terra di salumi non avrebbe senso un festival che so, dello spumante.

La produzione di prosciutti in Italia sfiora i 30 milioni di esemplari l’anno; quella di salumi si aggira su 1 milione e 162 tonnellate per un fatturato di circa 8 miliardi di euro con ben 28 salumi a marchio Dop o Igp. Dunque siamo anche questo, soprattutto questo, un popolo di buongustai e produttori che possono e devono saper mantenere la “differenza” della buona gastronomia.
Il museo (www.museodelmaiale.com) è organizzato in 6 sezioni espositive con percorsi “dei sensi” con tanto di “assaggi”, per conoscere con i profumi e sapori. Sarà trattata la lavorazione delle carni suine sia d’Italia che del mondo.
Dall’ambito locale abruzzese, il Museo del Maiale ha l’ambizione di divenire luogo di studio delle testimonianze rurali e gastronomiche universale. Ci sta già lavorando l’Osservatorio e Centro di documentazione scientifica del Museo (inaugurato la scorsa estate) coordinato da Lia Giancristofaro, antropologa dell’Università degli Studi “D’Annunzio” di Chieti.