Cosa visitare a Firenze: arte e storia in una delle città più belle del mondo

Cosa visitare a Firenze: arte e  storia in una delle città più belle del mondo


foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Cosa hanno in comune Giotto, Brunelleschi, Cimabue, Vasarì, Michelangelo e Raffaello? I più diranno: l’arte! Invece è Firenze, la città culla del Rinascimento italiano. In questa antica e nobile città toscana quotidianamente e tutto l’anno giungono migliaia di turisti da tutto il mondo. Senza dimenticare i beni Patrimonio dell’Umanità UNESCO custoditi nel resto della regione, che rendono unica la Toscana non solo dal punto di vista artistico.
Il nostro giro nella Firenze vecchia non può non cominciare dal Duomo. E’ una delle massime espressioni dell’architettura gotica, venne innalzato sull’antica chiesa di Santa Reparata (1296).

Al progetto lavorarono Giotto, Andrea Pisano e infine Francesco Talenti. A partire dal 1420 Filippo Brunelleschi creò la sua opera più geniale innalzando la magnifica cupola: impostata su un tamburo ottagonale, ha una copertura in cotto scandita da costoloni; la lanterna alla sommità fu ultimata nel 1461. La ricostruzione tardottocentesca della facciata del duomo si ispirò alle policromie marmoree delle fiancate del XIII secolo. La porta della Mandorla testimonia il trapasso dai canoni gotici a quelli rinascimentali (l’altorilievo dell’Assuefa è di Nanni di Banco).

duomo firenze

L’interno, austero, solenne e illuminato dalle magnifiche vetrate di Lorenzo Ghiberti, Agnolo Caddi e aiuti, è diviso in tre navate; la pavimentazione in marmi policromi (sec. XV-XVI) fu disegnata da Baccio d’Agnolo. Opere insigni sono l’affresco di Paolo Uccello con il monumento equestre a Giovanni Acuto e quello di Andrea del Castagno con Niccolo da Tolentino; il quadrante dell’orologio ornato con teste di Profeti di Paolo Uccello; il mosaico con l’Incoronazione di Maria di Gaddo Caddi; il busto del Brunelleschi eseguito da Andrea Cavalcanti; gli affreschi della cupola, iniziati dal Vasari e ultimati dallo Zuccari; il Crocifisso di legno all’altare, opera di Benedetto da Maiano; una terracotta di Luca della Robbia con l’Ascensione. Dalla navata destra si accede alla cripta di Santa Reparata che conserva tracce d’età romana e paleocristiana, pitture a fresco e la tomba del Brunelleschi.

All’esterno, sulla piazza, imponente appare il Battistero. Fu eretto tra l’XI e il XIII secolo su strutture di epoca romana, il battistero si distingue per i motivi geometrici delle bicromie marmoree. Notevoli le tre porte in bronzo: quella meridionale è la più antica (sec. XIV) ed è decorata con belle formelle di Andrea Pisano che rappresentano Scene della vita del Battista; la porta settentrionale, ultimata nel 1424, è opera del Ghiberti che vi illustrò Episodi del Nuovo Testamento; la porta orientale, ribattezzata da Michelangelo ‘porta del Paradiso’, è decorata con Episodi del Vecchio Testamento (1425-52): è il capolavoro del Ghiberti che qui diede prova di virtuosismo prospettico.

Molte formelle sono state trasferite al Museo dell’Opera del duomo, e sostituite da copie. All’interno, ornato di marmi, si ammira un bel pavimento con tarsie e, nella volta, mosaici del XIII secolo d’imponente Cristo nella parte absidale è di Coppo di Marcovaldo. Altro pregevole monumento è la tomba dell’antipapa Giovanni XXIII, opera di Donatelle e Michelozzo.

battistero e campanile firenze

Alzando lo sguardo in l’alto, rivolti verso la facciata del Duomo, si ammira il campanile di Giotto. Anch’esso unico e impareggiabile prodotto dell’architettura trecentesca, fu iniziato nel 1334 e ultimato nel 1359 da Andrea Pisano e Francesco Talenti secondo il progetto originale di Giotto. Alto 85 m circa, è alleggerito da bifore e trifore; 114 scalini portano alla terrazza panoramica, con splendida vista sulla città.

E poi, lasciato il Duomo, rechiamoci verso la chiesa di Santa Maria Novella.
Affacciata sulla piazza omonima, fulcro della presenza e dell’opera dei domenicani in Firenze, è caratterizzata da due obelischi che segnavano il tracciato per il ‘palio dei cocchi’, e dalla quattrocentesca loggia di San Paolo. Iniziata nella seconda metà del XIII secolo, fu ultimata nel secolo successivo. La splendida facciata ornata di marmi policromi fu progettata da Leon Battista Alberti, autore anche del portale centrale.

Il maestoso interno, a croce latina e tre navate su pilastri polistili, accoglie numerose opere d’arte: il monumento della Beata Villana del Rossellino; la cappella Rucellai (Madonna col Bambino di Nino Pisano e lastra tombale di fra’ Lionardo Dati del Ghiberti); la cappella di Filippo Strozzi con affreschi di Filippino Lippi e il sepolcro di Filippo Strozzi di Benedetto da Maiano; la cappella Maggiore con il Crocefisso del Giambologna e gli affreschi di Domenico Ghirlandaio; la cappella Condì, di Giuliano da Sangallo, con Crocifisso in legno del Brunelleschi; la cappella Gaddi, col Miracolo di Gesù del Bronzino; la cappella Strozzi affrescata da Nardo di Cione. Nella sagrestia, bel lavabo di Giovanni della Robbia e splendido Crocifisso su tavola di Giotto. Lungo la navata sinistra sono la Trinità (1427 circa) del Masaccio e un pergamo marmoreo disegnato dal Brunelleschi.

I chiostri costituiscono il nucleo del museo della chiesa: nel Chiostro Verde sono gli affreschi (Storie della Genesi) di Paolo Uccello e allievi (sec. XV). Un portale immette nel cappellone degli Spagnoli,costruito da Jacopo Talenti (sec. XIV) e affrescato da Andrea di Buonaiuto.

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Altro luogo di culto degno di un’attenta visita è la Basilica di San Lorenzo.
La facciata incompiuta della chiesa e il monumento a Giovanni dalle Bande Nere, di Baccio Bandinelli (sec. XVI), fanno da sfondo alla piazza, sede anche di un vivace mercato. La chiesa, di impianto basilicale, è tra le più antiche di Firenze (sec. IV) ma fu ricostruita a partire dal 1419. I lavori furono affidati dai Medici a Filippo Brunelleschi, mentre Michelangelo eseguì la facciata interna, la sagrestia nuova e la Biblioteca Laurenziana nell’annesso convento.

L’interno, a croce latina con bel soffitto a cassettoni, custodisce notevoli pergami in bronzo di Donatello e allievi, il dipinto Sposalizio della Vergine di Rosso Fiorentino e un tabernacolo marmoreo di Desiderio da Settignano. Nel transetto sinistro è l’accesso alla Sagrestia vecchia del Brunelleschi, decorata dai rilievi di Donatello e dei suoi allievi. Del Verrocchio, alla parete sinistra, è il monumento funebre di Piero e Giovanni de’ Medici.
Si può proseguire la visita recandosi alle cappelle medicee, ricchissime di sarcofaghi contenenti il corpo di uomini illustri, tra i quali quello di Lorenzo il Magnifico, a cui Firenze deve molto.

firenze veduta

Per ora il nostro tour termina qui. Ma altre e più interessanti percorsi attendono i turisti nella città capoluogo della Toscana, sempre pronta ad affrontare le sfide del futuro, ma con uno sguardo vigile sul proprio importante passato.

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