Visitare Monza, il suo Duomo, la memoria manzoniana e la Fede



Duomo di MonzaLa Lombardia è ricca di posti unici e affascinanti. Non occorre andare a trovarli in luoghi sconosciuti, basta solo farsi un giro tra le sue città. Una di queste è Monza.

Nella sua provincia e nella Brianza ci si imbatte in una galleria di tesori dell’arte romanica e longobarda unica e di assoluto valore.

Solleticati da echi di manzoniana memoria, che hanno reso Monza ancor più famosa, il tour che proponiamo parte dal capoluogo e si dirama lungo le vie di un centro storico che cresce in anelli concentrici dal nucleo del Duomo alla settecentesca Villa Reale.

Al parco che diventa nei weekend il ‘giardino’dei comuni limitrofi.

Si tratta di una Monza che si svela dolcemente attraverso eccellenze culturali e artistiche. E persino letterarie. Una città che fu scelta come residenza estiva da una regina longobarda, Teodolinda. E divenne per lei il luogo eletto per una storica conversione al cattolicesimo.

Centro di tutta la cristianità monzese è la basilica di San Giovanni Battista – il duomo – che svela al suo interno un elemento che più di altri si carica di significato: la cappella di Teodolinda.

Un luogo simbolico grazie al ciclo di affreschi degli Zavattarì che ripercorre la vita della regina, e alla presenza, nel tabernacolo dell’altare, della celebre Corona ferrea, o del Ferro, uno dei più importanti oggetti di tutta la storia dell’Occidente cristiano.

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Tradizione vuole, infatti, che il diadema dorato sia sostenuto internamente da un cerchio di metallo (da cui l’aggettivo ‘ferrea’) ricavato da uno dei chiodi con i quali Cristo fu crocifisso.

Ma l’emozione della scoperta non finisce fra le navate del duomo: si scende, ora, nelle sale sotterranee del Tesoro del Duomo*.

Inaugurato con un nuovo allestimento ipogeo nel 2007, è un autentico compendio dell’oreficeria altomedievale, annoverato fra i più importanti al mondo. Impossibile non esserne incantati.
Ecco in pochi ma significati punti la storia del Duomo e le sue vicissitudini, fino ad arrivare allo splendore di oggi, e ai suoi tesori custoditi nel museo:

  • Intorno al 595 Teodolinda, principessa bavara, vedova di Autari e sposa di Agilulfo, re dei Longobardi, fonda una basilica dedicata a S. Giovanni, dotandola di ornamenti preziosi. Con il tramonto del regno longobardo inizia la decadenza della basilica, che rifiorirà solo nel XIV sec.
  • Narra Bonincontro Morigia, trecentesco cronista monzese, che il giorno di S. Croce dell’anno 1300, prete Franzio da Giussano ha un’apparizione. S. Elisabetta e Teodolinda lo esortano a ricercare le antiche reliquie dimenticate da tempo. Il sacerdote le ritrova in un’arca marmorea posta dietro l’altare maggiore. Il 19 maggio, giorno dell’Ascensione, si svolge la cerimonia della loro estensione con il concorso di oltre 50.000 persone. Allora il Capitolo del Duomo e il Comune decidono di ingrandire la Chiesa sotto l’egida dei Visconti e la maestria di Matteo da Campione.

 

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

  • La chiesa nel 1350 si presenta come un edificio a croce latina a tre navate, breve transetto e abside a terminazione rettilinea.
  •  L’aggiunta successiva di cappelle laterali richiede l’ampliamento della facciata in origine a tre campi;
    il necessario innalzamento produce la ricca incorniciatura a traforo del grande rosone, la scacchiera regolare che lo sovrasta e la chiusura del profilo superiore a salienti con edicole aperte, mantenendo peraltro l’originale tessitura bicroma del rivestimento marmoreo.
    Nella zona absidale vengono inserite due cappelle a pianta poligonale.
    Quella settentrionale sarà affrescata successivamente (1440-46) dagli Zavattari con Storie di Teodolinda, splendido ciclo pittorico del Gotico Internazionale.

 

foto di Gabriele Zompì

Entrata del Museo del Duomo di Monza – foto di Gabriele Zompì

  • S. Carlo Borromeo, per adeguare gli spazi interni alle rinnovate esigenze liturgiche post-tridentine, impone una ristrutturazione del presbiterio e dell’abside maggiore con l’aggiunta del volume del Coro. Nel 1582 inizia la realizzazione del campanile su progetto del Tibaldi.
  •  Fra 1889 e il 1890 Luca Beltrami procede al restauro della facciata sostituendo il rivestimento in marmo nero con lastre di marmo verde.
  •  Nel 1963 si inaugura il Museo e Tesoro del Duomo che nel 2007 acquisisce nuovi e suggestivi spazi espositivi.

 

Nuovo Museo del Duomo a Monza

Nel 2007 è stato apero il nuovo, emozionante Museo ipogeo per presentare, per la prima volta in modo organico, oltre al Tesoro, tutti i capolavori del Duomo di Monza.

tesoro-duomo.jpgSi potrà finalmente ammirare l’unicità delle opere d’arte esposte e l’interezza del percorso museale, comprendere la complessità dei 10 anni di lavori durante i quali il nuovo Museo è stato studiato e realizzato sotto l’antica Cattedrale voluta da Teodolinda, Regina dei Longobardi.

corona-ferrea.jpgA “firmare” la nuova architettura è Cini Boeri, con l’apporto, per l’immagine coordinata, di Pierluigi Cerri e di due “maghi” dell’illuminotecnica come Serena e Francesco Iannone.

Il nuovo Museo, direttamente accessibile dall’ esterno, è articolato su due livelli modellati al loro interno interpretando il desiderio della committenza di poter contare su di una struttura il più flessibile e polivalente possibile che, oltre alle collezioni permanenti, potesse ospitare anche mostre temporanee, eventi musicali, conferenze e incontri.

A farsi integralmente carico della complessa opera sono stati Franco e Titti Gaiani, mecenati monzesi che hanno voluto garantire una nuova “casa” ai tesori accumulati durante i millecinquecento anni di storia della Cattedrale di Monza.

Il percorso del nuovo Museo – che sarà tra i più importanti al mondo del suo settore -inizia dalla stessa Cattedrale ed esattamente dalla cappella nella quale è custodita la Corona Ferrea, con cui furono incoronati imperatori e re, da Federico Barbarossa a Napoleone Bonaparte.

Maggiori informazioni le trovi su http://www.museoduomomonza.it/