Cosa Visitare e cosa Fare ad Alessandria, bellissima ed elegante città col cappello

Cosa Visitare e cosa Fare ad Alessandria, bellissima ed elegante città col cappello


Alessandria, non quella d’Egitto, ma quella italianissima del Piemonte, è una cittadina ricca di cose da vedere e con un’impronta di eleganza e raffinatezza, adagiata in pianura, sulla destra del fiume Tanaro e a poca distanza dal fiume Bormida.Fondata nel XII secolo ha una storia ricchissima e tanti monumenti e chiese; di particolare pregio e rilevanza artistico-culturale sono i palazzi.

La storia della città

La città sorse nel 1168 con il concorso dei vicini luoghi di Gamondio, Borgoglio, Marengo, Villa del Foro, Oviglio ecc… Questi comuni le diedero quel nome in onore del Papa Alessandro III loro protettore. L’idea di fondare la nuova città si dimostrò subito eccellente. Quando infatti, nel 1175, il Barbarossa discese nuovamente in Italia, ecco che incontrò Alessandria sul suo cammino. La cinse d’assedio ma la fortezza, nonostante non fosse ancora finita, sostenne magnificamente tutti gli assalti per più mesi. Alla fine, visto inutile ogni sforzo, Barbarossa tolse l’assedio e proseguì oltre.

Ma per lui era ormai troppo tardi. I comuni nel frattempo avevano avuto il tempo di prepararsi a, affrontato l’imperatore, lo sconfissero nella famosa battaglia di Legnano (29 maggio 1176). Nei secoli che seguirono, dopo periodi di potenza e di importanza, la città fu travagliata dalle discordie interne e subì il dominio degli Angioini, dei Marchesi del Monferrato, dei Visconti e degli Sforza di Milano. Poi per oltre un secolo e mezzo, degli Spagnoli.

Nel 1707 Alessandria venne unita ai territori dei Savoia, che la munirono di fortificazioni tali da essere considerata uno dei più importanti baluardi d’Europa. Nel 1800 la città vide la sfolgorante vittoria di Napoleone nella vicina Marengo e subì il dominio francese. Nel 1815, però, dopo il Congresso di Vienna, la città fece ritorno ai Savoia e con loro rimase, salvo che per un breve periodo di quattro mesi di presidio austriaco, durante la Prima Guerra di Indipendenza.

Ai primi albori di libertà, Alessandria fu tra le prime città a scrivere belle pagine nella storia recente del nostro Risorgimento. Fu infatti ad Alessandria dove per la prima volta venne innalzato il tricolore quale simbolo di libertà. E fu ancora Alessandria, nel 1833, la sede di una cospirazione della Giovane Italia, che purtroppo costò la vita al martire Andrea Vochieri. E non poco fu il contributo di sangue che la città diede alle guerre del Risorgimento.

Nel 1856 le sue mura vennero munite di ben cento cannoni, offerti alla fortezza della città da tutte le regioni d’Italia. Questo dimostra quanto enorme fosse la sua importanza militare. Se osservi la cartina della città, distinguerai facilmente con quelle sue vie rettilinee che corrono verso il centro, la sua origine di città miliare. Oggi però Alessandria non è più una città terribile, è ordinata pulita cordiale ed accogliente. Ma soprattutto è la seconda città del Piemonte.

Cosa visitare

Iniziamo ora il nostro giro turistico di Alessandria. Come abbiamo appreso, leggendo la sua storia (città di Alessandria prima parte), che nel corso dei secoli è stata soprattutto una città-fortezza. Non ha quindi avuto occasione di costruire edifici monumentali, torri, campanili ed edifici di tale bellezza che potessero renderla famosa. Per questa ragione il nostro giro turistico della città può sembrare numericamente modesto, anche se pregevolissima.

Tuttavia, già la Stazione Ferroviaria che ci accoglie può essere considerata un monumento. Un monumento di importanza ferroviaria, se pensi che ogni giorni vi transitano almeno 200 treni. Alessandria, infatti, è posta all’incrocio di importantissime vie di comunicazione. Attraversato il piccolo, ma suggestivo Giardino Pubblico, subito fuori dalla Stazione e nel quale di eleva il Monumento ai Caduti, arriviamo in Piazza Garibaldi, attorniata da elegantissimi portici.

Percorriamo quindi Corso Roma, simpatico luogo di passaggio degli Alessandrini, ed eccoci nella caratteristica Piazzetta della Lega, punto di ritrovo e di chiacchiere. Essa, infatti, è la tradizionale sede di affari e contratti nei giorni di mercato e consueto ritrovo degli studenti. È insomma il piccolo Parlamento di Alessandria. Poco oltre, ecco la Piazza della Libertà, attorniata da imponenti e maestosi edifici. Ecco qui il Palazzo Municipale dalla rossa facciata.

Facciata di Palazzo Rosso, Municipio di Alessandria

Facciata di Palazzo Rosso, Municipio di Alessandria – foto di Davide Papalini ( CC BY-SA 3.0)

Ecco, sull’altro lato, il nobile e maestoso Palazzo della Prefettura;in precedenzal palazzo Ghilini. Fu Benedetto Alfieri a progettare per lo zio Tommaso Maria Ghilini (1732) la “piccola reggia” sul lato orientale della centrale piazza della Libertà, oggi sede della Prefettura e della Provincia. Molto bella la facciata, con due ordini di finestre; all’interno si possono ammirare stucchi, specchiere, sovrapporte e camini tipici del Settecento.

A sinistra quel singolare, moderno edificio, adorno di mosaici è il Palazzo delle Poste. Nella piazzetta poco più avanti troviamo la Cattedrale. Sotto l’alto campanile cuspidato (secondo per altezza in Italia solamente al Torrazzo di Cremona), il Duomo di S. Pietro rivela forme neoclassiche, impostate nel 1875-79 dal vercellese Edoardo Arboreo Mella. L’interno racchiude preziose opere d’arte sacra: nella navata destra si ammirano un Crocifìsso in legno del XV secolo, una tavola trecentesca (Madonna dell’Uscetto) e un venerato gruppo ligneo (Beata Vergine della Salute) risalente alla fine del secolo successivo.

L’ambulacro conserva alcuni busti del genovese Filippo Parodi (XVII secolo), al quale si deve anche il gruppo con S. Giuseppe e il Bambino nella navata sinistra. Senza dimenticare i sei dipinti del Moncalvo sistemati nella cappella dell’Immacolata e negli ambienti della sagrestia.

Quella bizzarra scultura che si nota all’angolo sinistro del tempio, rappresenta Gagliaudo, l’eroe di un famoso episodio conosciutissimo da tutti gli abitanti.

All’interno della Cattedrale osserviamo il dipinto con Papa Alessandro III che riceve le chiavi di Alessandria. Ed eccoli lassù i 24 patroni delle 24 città, espressi in statue nella cupola della Chiesa. Altra nostra meta è la Chiesa di Santa Maria in Castello, che è la più antica della città. Si chiama così perché sul luogo in cui sorge, si ergeva un tempo un castello ancora a prima rispetto alla fondazione stessa della città.

La Chiesa di Santa Maria di Castello

La Chiesa di Santa Maria di Castello – foto di Tony Frisina di Wikipedia ( Pubblico dominio)

Altre Chiese notevoli ad Alessandria sono la Chiesa di Sant’Alessandro, la Chiesa di Santa Maria del Carmine e la Chiesa di San Giacomo alla Vittoria. Tornando verso la Stazione attraversiamo Via Cento Cannoni dove vediamo la fabbrica di cappelli “Borsalino”. Più avanti, oltre Piazza Garibaldi, riposeremo un po’ nei Giardini Pubblici. Si può visitare inoltre il Museo Civico con quadri. Celebri località da visitare sono Marengo, Bosco Marengo e Castellazzo Bormida.

Il territorio circostante poi è pieno di cose da visitare: Bosco Marengo è il paese che ha dato i natali ad Antonio Ghisleri, divenuto Papa Pio V, e ospita il complesso conventuale domenicano di Santa Croce, splendido esempio del tardo rinascimento alessandrino, tutto da ammirare.

Il Cappello Borsalino

Alessandria è anche la città in cui nacque e visse uno dei più importanti artisti della moda italiana: Giuseppe Borsalino, che introdusse processi produttivi destinati a fare della sua azienda il leader continentale nella manifattura del cappello. Ruolo rafforzatosi sotto la guida del figlio Teresio, tant’è vero che nel 1913 la Borsalino arrivava a contare 2500 dipendenti e a produrre oltre 2 milioni di copricapo all’anno.

foto tratta da alessandrianews.it

foto tratta da alessandrianews.it

Alla fine del secondo conflitto mondiale la fama della Borsalino divenne planetaria, grazie alla tendenza lanciata dal cinema americano che vedeva il cappello come elemento fondamentale dell’abbigliamento maschile e femminile; e nel 1970 il grande schermo tributò un simbolico omaggio all’azienda alessandrina, intitolando “Borsalino” una fortunata pellicola con Jean-Paul Belmondo. Oggi la Borsalino possiede stabilimenti in Puglia (Borsalino Sud) e in Cina, una sede a New York, punti vendita in numerose città europee ed extraeuropee, mentre la storica fabbrica di Alessandria è diventata un museo del cappello.

L’occasione per rivivere la storia del mito Borsalino tutto alessandrino, dagli anni ’20 del secolo scorso fino a oggi, ve la fornisce proprio il Museo del Cappello che raccoglie al suo interno gli esemplari più celebri, più stravaganti, più indossati.
Il Museo del Cappello Borsalino è in Via Cavour 84.

Cosa fare

Ma Alessandria ospita anche diverse manifestazioni enogastronomiche, culturali e musicali, apprezzate sia dai cittadini sia dai turisti. Eccone alcune…

Alè Chocolate

Una manifestazione gastronomica dal titolo Alè Chocolate, dedicata al cioccolato (ma non solo) giunta all’ottava edizione. La cittadina viene messa sotto assedio per tre giorni da stand di leccornie aperti fin dal mattino e degustazioni di piccole grandi opere di pasticceria provenienti da tutto il Nord Italia.
Non parliamo, anzi sì parliamone pure, delle tante specialità dolciarie e non solo dell’intera zona alessandrina. L’invito è quello di farsi una bella passeggiata tra le vie della città e in tutto l’Alto Monferrato, per gustare davvero sapori unici e genuini.

Salone Nazionale del Biscotto

Se avete voglia di visitare uno spazio interamente dedicato alla scoperta dei dolci sapori del Piemonte, c’è la possibilità di partecipare al Salone del Biscotto. Ad Alessandria verso la fine di settembre si organizza il Salone Nazionale del Biscotto in programma presso il Palazzo Monferrato che ospita l’eccellenza dei creatori di pasticceria secca.Salone del Biscotto Piemontese

Promossa dalla Regione Piemonte e dalle Province di Alessandria, Asti, Cuneo e Novara, la manifestazione espone : krumiri, i biscotti di pasta frolla dalla curiosa forma incurvata simili ai baffi a manubrio del “Re Galantuomo” Vittorio Emanuele II; baci di dama, combinazione di cioccolata, nocciole e mandorle; brut e bon, pasticcini secchi di mandorle e vaniglia; amaretti, dal sapore dolce e leggermente amarognolo; torcetti, ricoperti di zucchero.
Il tutto accompagnato da vini dolci e, per i più piccoli, latte fresco.
Delle giornate all’insegna della golosità inserito nella città che decanta una prelibata tradizione di arte pasticciera vergata nel 2005 con la De.Co. (denominazione comunale).

Gli artigiani, provenienti da ogni parte d’Italia e selezionati dal best seller Il Golosario di Paolo Massobrio, daranno il via a laboratori, incontri-degustazione, convegni, negozi aperti, happy hours e ristoranti con menu al cioccolato.

Alessandria Top Wine

La provincia di Alessandria ha la maggior concentrazione di vini doc e docg d’Italia. A questo primato e alla qualità espressa dalle aziende del territorio è dedicato ogni anno Alessandria Top Wine.

Ogni anno è possibile accedere al banco d’assaggio dalle ore 11 alle ore 18.30. Ciascuna azienda presenta i suoi tre migliori vini, secondo il giudizio delle più autorevoli guide di settore. Spazio al food con l’area mercato dedicata alle eccellenze produttive del Piemonte.

La domenica ingresso aperto al pubblico con possibilità di visitare l’annesso Museo dei Campionissimi . Un’ottima occasione per gustare e vedere il meglio del Piemonte.

I salamini d’asino di Castelferro

A Castelferro, una piccola frazione di Predosa in provincia di Alessandria, si tiene la Sagra dei salamini d’asino.

Era una notte afosa dell’estate del 1975, una di quelle in cui non si vorrebbe mai andare a dormire, quando un gruppetto di amici, seduti davanti all’unico bar del paese, ideò quasi per gioco la Sagra dei Salamini d’Asino. Essa venne concepita come una trasformazione di una delle cene divertenti, fatte tante volte tra di loro, in una gran festa per migliaia di persone. L’idea piacque all’intero paese, i cui abitanti si mobilitarono tutti per contribuire alla realizzazione di questa Sagra.

Quindi, se in quei giorni vi troverete a passeggiare tra le caratteristiche stradine di questo paesino, avrete occasione di degustare gli ottimi piatti appositamente preparati per l’occasione, iniziando dagli squisiti antipasti come la bresaola d’asino con rucola; tra i primi potrete assaporare gli agnolotti al vino e la polenta con il tapulone, per poi passare agli buonissimi secondi, tra cui i salamini d’asino al cartoccio, l’arrosto e lo stracotto d’asino.
Sulla tavola saranno presenti anche i gustosi formaggi della zona, come il caprino alle erbe o alle ceneri di ginepro; potrete, poi, concludere i pasti con la torta di nocciole o le pastine della nonna ed il tutto sarà annaffiato dagli ottimi vini locali, come il Dolcetto d’Ovada, quello d’Acqui e la famosa Barbera. A distanza di tanto tempo dalla prima edizione della Sagra dei Salamini d’Asino è bello poter costatare che essa si è sempre mantenuta fresca e appetitosa come allora!

MusicAlia, musica da camera

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Se siete amanti della musica da camera, recatevi ad Alessandria dovesi svolge il festival MusicAlia .

Organizzato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Alessandria in collaborazione con la Regione Piemonte, l’Azienda Teatrale Alessandrina.



Per rimanere informati sui concerti e sugli artisti che ogni anno donano il loro contributo a questa manifestazione, visitate il sito web.

Buona musica!

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