Cosa Visitare e cosa fare a Imola e dintorni: l’arte che fa la storia

Cosa Visitare e cosa fare a Imola e dintorni: l’arte che fa la storia


Imola e i suoi dintorni sono posti poco conosciuti e poco interessati dal grande flusso turistico, eppure offrono scenari, arte e cultura davvero unici. A Castel Guelfo il centro storico, con i palazzi Malvezzi e del Podestà, è ancora racchiuso dalle mura del castello, mentre Castel San Pietro Terme, dall’architettura tipicamente bolognese, è percorso da caratteristici portici.

A Dozza, affreschi realizzati da firme illustri durante la Biennale “Muro Dipinto” colorano le vie del borgo.

Il centro di Medicina, Comune dal 1155 per volontà di Federico Barbarossa, conserva un aspetto urbanistico del sei-settecento.

All’ingresso del centro storico di Mordano svetta una bella coppia di torrioni, mentre ad Imola, l’aristocratico centro cittadino è attraversato dalla Via Emilia, sulla quale si affacciano importanti palazzi del ‘700.

Il territorio imolese vanta un ricco cartellone di eventi teatrali e musicali. Tutta da ascoltare è la vasta gamma di appuntamenti che animano i centri storici: dalla stagione concertistica del Circolo della Musica ai festival dell’Associazione Emilia Romagna Festival e della prestigiosa Accademia Pianistica; dalla rassegna musicale di Imola in Musica, ai festival di musica Jazz, Blues e Rock. Nel dettaglio da non perdere è la visita alla Rocca Sforzesca di Imola.

La rocca, la cui costruzione risale al 1261, è uno dei massimi esempi di fortezza rinascimentale della regione emilia-romagna.

Numerosi sono oli ospiti che ha accolto; da Niccolò Machiavelli a Caterina Sforza, da Cesare Borgia a Leonardo da Vinci. Proprio quest’ultimo, dall’alto delle sue torri, disegnò nel 1502 la Pianta di Imola, oggi custodita nella Royal Library di Londra. Ad impreziosire le raccolte museali c’è una rara collezione di armi antiche ed un prestigioso allestimento di ceramiche medievali e rinascimentali.

Altra Rocca da visitare nelle vicinanze è quella di Dozza.

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Si tratta di un manufatto di orìgine medievale trasformato da Caterina Sforza in castello fortificato e adibito, in epoca rinascimentale, a residenza nobile per volontà dei Campeggi e dei Malvezzi, due potenti famiglie senatorie bolognesi, il complesso si presenta come casa-museo di cui si offre la vìsita organizzata su tre percorsi: la Fortezza medievale e rinascimentale, la Residenza rinascimentale, la Residenza settecentesca.

La pregevole quadreria, gli arredi e gli oggetti storici dei Malvezzi-Campeggi animano le nove sale del piano nobile e la cucina storica. Il Museo comprende anche collezioni d’arte contemporanea raccolte nel Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto.

A Dozza si svolge la Biennale del Muro Dipinto, ormai da quasi mezzo secolo, che testimonia la vocazione artistica di questo piccolo borgo medievale.uno dei cento “Borghi più Belli d’Italia”, in particolare il suo impegno nel promuovere le espressioni dell’arte contemporanea.

A Dozza l’arte si fa paesaggio urbano e decora i muri delle case, le strade e le piazze, inondando di luce e stili diversi ogni angolo ed aprendosi a squarci di colori improvvisi. Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto, in cui si possono ammirare oltre un centinaio di opere collezionate negli anni e realizzate da nomi prestigiosi dell’arte contemporanea quali Sebastian Matta, Remo Brindisi, Riccardo Schweizer, Ennio Calabria, Cesare Sugbi, Luca Alinari.

Dal 2007, anche la frazione di Toscanella ospita interventi di Street Art legati al mondo dei writers, Ulteriore conferma che l’arte non ha tempo nè luoghi, tutto è bello finchè è rispettoso dell’ambiente urbano e naturale.

Il Baccanale

Trascorrere il novembre a Imola può rivelarsi ogni anno un’esperienza emozionante e diversa, in grado di coinvolgere tutti i sensi più uno: quello della cultura.
Grazie al Baccanale, la manifestazione enogastronomica annuale promossa dal Comune di Imola (al quale si uniscono tutti i paesi del circondario attraverso numerose iniziative di valorizzazione del territorio) il mese autunnale regala infatti a tutti gli amanti della buona tavola e ai professionisti dell’alimentazione 16 giorni e 3 weekend di piacere gastronomico e condivisione culturale. 

Com’è facile intuire dal nome, è la festa del vino. E quale occasione migliore  della riccorrenza  di San Martino (11novembre) per festeggiare la vendemmia?
La caratteristica principale del Baccanale è il suo nascere e svilupparsi ogni anno intorno a un diverso tema d’elezione, che stimola sempre nuove proposte provenienti dall’amministrazione comunale e dai cittadini e che diviene il punto di riferimento per l’impostazione del programma della manifestazione. Anche i ristoranti del territorio seguono e interpretano in modo personale le proposte tematiche suggerite, offrendo ai visitatori un’offerta vastissima di fantasiosi menù.

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Ma a cambiare ogni anno non è soltanto il tema trattato: anche la veste grafica dell’evento si evolve e si sposa di volta in volta alla fama di un celebre disegnatore, che traduce in oggetti visivi le suggestioni uniche del Baccanale.
Il tema del 2014 fu la pasta, che riprese il più ampio filone celebrativo dei “primi piatti”, già avviato nel 2006 con la celebrazione delle mille minestre.
I modi di fare pasta sono infiniti e il bello di questo alimento sta proprio nell’essere un denominatore comune a tutti gli italiani, uno strumento di base concettualmente neutro attraverso il quale esprimere le proprie specificità regionali e locali grazie alla forma impressa, al nome assegnato, e soprattutto all’accostamento con un sugo particolare, un “condimento di senso” che ci fa leggere in modo diverso la natura di ogni tipo di pasta.

Sempre nell’edizione 2014, al ricordo dei piatti perduti vennero dedicate le quattro serate nei due fine settimana. Il maiale ricoprì un posto speciale nel menu, poiché, curiosando lungo il viaggio dei piatti perduti intrapreso lo scorso anno, si è scoperto che ha sempre rappresentato un elemento importante nell’alimentazione delle famiglie, in quanto riserva di cibo che dava sicurezza.
Perciò quasi quotidianamente si consumava la sua carne cucinata in modi diversi ma soprattutto utilizzata come condimento per la pasta che “l’arzdora” ricavava dalla sfoglia rigorosamente tirata a mano. Tagliatelle, garganelli, tortellini, strichetti, straccioni sono i piatti vennero presentati in quell’edizione, senza farne mancare altri, ora più o meno sconosciuti e quindi difficilmente presenti nelle nostre case, quali la costola con patate, il cavolo con salsiccia, il maiale al latte, il sanguinaccio.

Per maggiori informazioni riguardo l’ evento, fare riferimento al seguente sito.

Imola in Musica

E’ ormai tempo d’estate e quindi di concerti all’aperto, di feste e sagre. La musica incomincia a farla da padrona in molte piazze italiane, come a Imola, dove si svolge ogni anno la rassegna “Imola in musica” .

Durante la manifestazione la città apre le sue porte ai visitatori offrendo un percorso tra concerti, balli e performance artistiche: tre giorni per vedere, ascoltare e gustare una città, con le sue bellezze, i suoi colori e sapori, un percorso ideale attraverso la musica, tra antiche e nuove sonorità, alla ricerca di atmosfere inedite; ogni angolo del centro storico si trasforma in palcoscenico, sotto l’influsso del rock o del pop, del jazz o della musica etnica, di quella classica o lirica, della musica antica o rinascimentale, tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito.
Imola dunque è la città non solo della “musica” dei motori, si pensi al suo famoso autodromo, ma anche della musica, quella vera, che riscalda gli animi e ci fa sognare, oltre ogni barriera culturale e sociale.

L’edizione 2010 è stata particolarmente frizzante, infatti è stata Nina  Zilli, ad inaugurare, la rassegna “Imola in musica”.

nina zilli
Successivamente oltre 70 appuntamenti musicali con artisti  noti  ed  emergenti,  ed  iniziative che spaziavano dalla tradizione all’interculturalità  permetteranno  di  “vedere,  ascoltare  e gustare” la città.

Imola non è nuova ad eventi del genere e soprattutto non è nuova ad organizzare e proporre ai suoi cittadini e visitatori spettacoli di grande rilevanza nazionale. Nonostante dunque la sua vicinanza territoriale con il capoluogo, Bologna, che durante l’arco dell’anno offre indubbiamente un panorama nutrito di eventi culturali e musicali, Imola riesce a far parlare di sè  e delle proprie proposte culturali.

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