Festival Francescano a Rimini

festival francescano logoUn Festival dedicato al messaggio di pace e di fratellanza di san Francesco sembra essere anacronistico oggi.

Eppure a Rimini, città della movida per eccellenza e del divertentismo giovanile, i francescani hanno voluto realizzare una serie di incontri, mostre e spettacoli sulle orme proprio di san Francesco. Iniziativa che ha avuto il sostegno di molte istituzioni pubbliche e private, tra cui Comune, Diocesi e Provincia di Rimini. Il Festival è un’occasione per intensificare e arricchire le relazioni, gli incontri, il confronto tra persone, culture ed esperienze diverse. Il tutto all’insegna della letizia francescana, di cui i frati sono i primi detentori e testimoni.  Non a caso  il titolo scelto per l’edizione 2014 è Liberi nella gioia.
Anche il Papa Francesco (che già nella scelta del nome ha voluto ricordare il santo di Assisi) esorta a: “Prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare”. E questo messaggio è alla base dell’idea del Festival Francescano.
Gli appuntamenti dal 26 al 28 settembre sono tantissimi e si possono visionare nel dettaglio sul sito www.festivalfrancescano.it.
Di particolare rilevanza sono le mostre, che non mirano solo a rendere pubbliche e fruibili le opere d’arte degli autori, ma hanno l’obiettivo far conoscere l’animo e la vita degli stessi, molto spesso costellata da dolori e sacrifici, superati con la fede.
Da non perdere ad esempio è la mostra d’arte e documentaria per celebrare i quattrocento anni della Chiesa di San Nicola in Cesenatico detta dei Cappuccini, storica presenza francescana nella cittadina di mare. Attraverso foto, opere d’arte, oggetti e documenti viene ripercorsa la storia di una chiesa, di un paese e dei suoi fedeli.

Altro appuntamento è Vivere salendo, incontro con Alberto Marvelli
a cura di Bruno Biotti, Fausto Lanfranchi
Si tratta di una mostra dedicata ad Alberto Marvelli, giovane ingegnere riminese, morto in un incidente stradale nel 1946, dopo aver vissuto una vita ricca di esperienze umane e di profonda tensione all’ideale. Nel 2014 ricorrono i dieci anni della beatificazione. Le immagini mostrano, oltre al suo volto e a quelli dei suoi familiari ed amici, il volto della Rimini degli anni ’30 e della guerra, teatro della sua operosa carità.

Nella Parrocchia san Giovanni Battista, sempre a Rimini è da vedere “Infanzia rubata. Lewis W. Hine, le immagini che turbarono l’America” a cura di Fondazione Colonnetti e Fondazione san Giuseppe per l’aiuto materno e infantile. Le immagini di Hine documentano il lavoro dei bambini nelle campagne, nelle industrie, nelle strade e a domicilio. La mostra riporta l’attenzione su una piaga che, ancor oggi, tocca tanti bambini, sfruttati e imbrigliati in nuove forme di schiavitù. Videogiochi, smartphone, l’abbigliamento sportivo, parte di ciò che mangiamo, sono frutto del lavoro di migliaia di minori che, in qualche parte del mondo, vivono le stesse situazioni che Hine ha raccontato oltre cento anni fa. Conoscere significa poter scegliere consapevolmente di non rubare il sorriso e la gioia ai più piccoli.

Per i fedeli altro appuntamento imperdibile è quello della visita alle reliquie di Amato Ronconi che passò metà della sua vita in cammino verso Santiago di Compostela. Nato a Saludecio (RN) nel 1226, anno in cui ad Assisi moriva Francesco, fu terziario francescano. Del santo assisiate fece il proprio modello di vita, dedicando ai poveri e ai pellegrini la sua intera esistenza. Morì nel 1292, donando tutti i suoi averi, compresa la sua casa (oggi casa di riposo), al Monastero Benedettino di Rimini. Amato Ronconi da Saludecio verrà canonizzato da Papa Francesco il prossimo 23 novembre, primo santo riminese, francescano.