Cosa visitare a Vieste, città turistica per tutti

Vieste

Vista di VIESTE – foto di Gabriele Zomp

Il viaggio comincia.

Destinazione Vieste. Estrema città orientale del Gargano. Centro peschereccio e agricolo e frequentatissima meta turistica.

Vieste è un pittoresco abitato, caratteristica per l’ambiente del suo quartiere medievale, appoggiato a un promontorio roccioso isolato tra due lunghe spiagge sabbiose.

E una città di antica origine, colonia greca e municipio romano.

L’abitato si compone da una parte moderna e da una medioevale, percorsa da stretti vicoli tra case bianche.

Si affaccia su alte pareti biancastre a picco sul mare.

Da Vieste si può raggiungere con la barca l’interessante grotta Campana, vasta cavità a forma di campana, nella quale, all’alba, i raggi solari creano delle colorazioni stupende.

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

La cittadina del Gargano si trova davvero in un posto lontano dai grandi centri abitati.

Per raggiungerla si possono percorre diverse strade, noi abbiamo scelto quella che da Foggia conduce a Manfredonia e da lì prosegue sulla SP53 che attraversa Mattinata e finalmente si vede già dalle curve della collina la bella Vieste.

Colpisce subito il suo agglomerato di case bianche, come la roccia su cui sorgono e le immense spiagge di sabbia leggera e vellutata.

La costa che da questo lato è sotto i nostri occhi è quella di Pizzomunno.

Percorrendola non si possono non notare le decine di strutture ricettive, dai residence agli alberghi, dai B&B ai campeggi, oltra che ad altrettanti rstoranti, bar e pizzerie.

Attenzione però ai parcheggi, sono costantemente vigilati dai controllori, dunque se vi fermate sulle strisce blu, anche solo per scattare una foto, passate prima dal parcometro.

Unico neo di questa incantevole cittadina è proprio il traffico, o meglio il piano traffico.

Il centro è chiuso al passaggio dei mezzi a motore dalle 20 all’1 di tutti i giorni e le aree destinate al parcheggio a pagamento non sono vicinissime ad esso.

foto di Gabriele Zompì

Una Spiagga di Vieste – foto di Gabriele Zompì

Ma Vieste vale la pena di essere visitata.

Ecco alcune informazioni storiche che è possibile trovare sul sito istituzionale del comune.

Vieste è tra le città più antiche della Daunia: ebbe grande splendore fra il X ed il VI secolo a.C. Fu una colonia greca ed in seguito municipio romano; con Diocleziano la città ebbe il suo defensor civitatis (poche colonie della Puglia potevano vantare tale privilegio).

Il toponimo si presta a varie letture, ma tutte comunque sono ricollegabili alla voce “fuoco”. L’etimo etrusco “Apheneste”, il latino “Ustum”: tutti termini ricollegabili al culto del fuoco e della dea del focolare Vesta, da cui discende Vieste.

Vieste sarebbe collegata altresì alla leggendaria Uria ed alla città di Merino, distrutta nel 914 d.C. Nella città di Merino, secondo la tradizione, sarebbe approdato Papa Celestino V, fuggiasco, e che qui sarebbe stato imprigionato per ordine di Bonifacio VIII.

Vieste conobbe le dominazioni bizantine, longobarde e normanne.

• Nel 1176 Papa Alessandro III da Vieste si imbarcava per incontrare Federico Barbarossa a Venezia.

• Nel 1239 la città subì un violento saccheggio da parte dei veneziani, i quali distrussero anche la cattedrale.

• Nel 1240 Federico II dava luogo alla ricostruzione della città, cattedrale compresa, erigendovi anche il castello.

• Nel 1253 Corrado IV, figlio di Federico II, vi sbarcava per prendere possesso del suo regno.

• Nel 1442 vi soggiornava il re Alfonso d’Aragona per dirigere personalmente le operazioni di guerra contro le navi nemiche.

Ma le distruzioni più rovinose e gli attentati più feroci, Vieste li subì dagli assedi dei pirati turchi, i quali vi giunsero con settanta galee guidate dal terribile pirata Dragut Rais (18 – 21 luglio 1554).

La tradizione popolare vuole che durante il saccheggio di Dragut, per suo ordine, gli inabili ed i vecchi che, non potevano essere trasportati e venduti come schiavi, furono trucidati e decapitati nei pressi della cattedrale su di un masso che prese il nome di “Chianca Amara”.

Nel XVI sec. veniva riedificata ed abbellita dal re di Spagna, ma altri saccheggi e violenze si consumarono nella città.

Duomo di Vieste - Foto di Gabriele Zompì

Duomo di Vieste – Foto di Gabriele Zompì

La città fu sede vescovile dal 993 al 1817.

Con il tempo, l’industria turistica ed alberghiera è divenuta, insieme alle attività marinare, artigiane ed agricole, la struttura portante di tutta l’economia della città. Conta circa 14 mila abitanti.

Vieste ha anche uno splendido Castello e una bellissima Cattedrale.

Quest’ultima fu costruita nella seconda metà dell’XI secolo, a circa 100 metri dal Castello, conserva ancora nel suo complesso il primitivo stile romanico-pugliese e nel campanile quello del tardo barocco.

Le distruzioni e i saccheggi come quelli operati dai saraceni del 1480 e 1554, i diversi terremoti, particolarmente disastrosi quelli del 1223 e del 1646, l’incuria del tempo e la mania di adeguarsi agli stili delle epoche, hanno fortemente influenzato il monumento.

L’interno, a pianta di basilica romanica, è costituito da tre navate, divise da due file di 6 colonne ciascuna, i cui capitelli, cinque corinzi e cinque cubici (altri due sono andati distrutti), presentano motivi diversi: foglie arrotondate, foglie di palma e di acanto, tralci e animali, come cavalli, uccelli, galli, un bue, un drago.

Anche se incise con una tecnica rudimentale rivelano grande capacità compositiva.

Della costruzione originaria della Cattedrale rimane il corpo centrale della facciata a settentrione in cui è posto l’ingresso laterale.

Questo si apre al centro di un archivolto a bassorilievo con motivo a racemi, e da un riquadro con cornici a foglie di palma, ai cui lati sporgono due protome leonine (una ancora in ottimo stato), a tutto tondo, simmetriche, volgenti la testa verso chi entra e stringendo fra le zampe un rotolo.

Su questa parete dovevano correre un certo numero di finestre, uguali a quella esistente, doppiamente strombate, con triplici serie di cornici diverse finemente elaborate e con arco a tutto sesto.

Le absidi, che in origine erano semicircolari, nel XIII/XIV sec., hanno fatto posto al Coro e a due cappelle. Nello stesso periodo sono sorte anche le cappelle delle navate laterali. Da vedere anche la chiesa di San Francesco, con annesso un antico monastero, oggi destinato a scuola dell’infanzia.

Chiesa di San Francesco - foto di Gabriele Zompì

Chiesa di San Francesco – foto di Gabriele Zompì

Le strutture ricettive come dicevamo sono centinaia, tra queste merita una segnalazione il residence Villa Coppitella, situato sull’omonima contrada che offre mono e bilocali e un panorama mozzafiato.

Dotato di una piscina con una vista della città davvero unica e incantevole, a bordo vasca un servizio bar davvero completo ed efficiente, con personale qualificato e simpatico, il che è necessario per trascorrere serenamente una bella vacanza.

Altre decine di residence sorgono nella zona, tutti con prerogative interessanti e singolari, per una ricettività adatta a famiglie o a gruppi.

Villa Coppitella - foto di Gabriele Zompì

Villa Coppitella – foto di Gabriele Zompì

Per concludere Vieste è una cittadina che del turismo non solo ne ha fatto la sua bandiera, ma si è sempre adeguata ai tempi, proponendo novità e innovazioni, pur conservando la tradizione e la cultura del glorioso passato.

Tradizione anche enogastronomica che si tramanda ancor oggi per esempio con la focaccia viestana, i cui semplici ingredienti (pomodori, aglio, rosmarino) messi insieme su una soffice pasta creano un gusto davvero unico e irresistibile. Provare per credere!