Un itinerario nel Delta del Po alla scoperta di un mosaico di storie e tradizioni gastronomiche



Tre tappe storico-gastronomiche per scoprire tutte le sfumature ed i sapori del Delta del Po.

Il fiume Po: 652 chilometri di lunghezza, una portata media di 1500 metri cubi ed un bacino idrografico di circa 75.000 chilometri quadrati.

Questo imponente corso d’acqua attraversa, lungo il suo tragitto, ambienti vari e differenti; l’ultimo tratto in particolare, ha le caratteristiche tipiche dei corsi d’acqua di pianura. Con le sue acque poco profonde, calde, ricche di vegetazione e a fondo fangoso il Po si caratterizza per una foce a Delta in continua trasformazione.

Il delta di questo fiume è sempre stato un ambiente molto speciale, dove i confini sono delicate sfumature tra terre e acque, che compongono un mosaico di ambienti ricchi di fauna e flora su cui si intrecciano le storie e le tradizioni delle genti che lo popolano.
Una costa in continua evoluzione caratterizzata da antichi cordoni dunosi che ne rappresentano i successivi stadi evolutivi, un entroterra pianeggiante connotato da vaste aree di bosco modificatesi nel tempo e minimi dislivelli altimetrici su cui si è poggiato il disegno della bonifica, e valli lagunari in parte rimaste intatte e in parte modificate dagli interventi della bonifica, sono i tre principali ambienti che compongono il complesso sistema naturale e antropico del Delta emiliano.

Per vivere a pieno il Delta del Po e scoprirne tutte le sfaccettature gastronomiche e paesaggistiche vi proponiamo un itinerario che attraverso alcuni eventi, vi farà scoprire tutte le peculiarità di territori del Delta e vi farà vivere a pieno i sapori e le tradizioni tipiche della pianura emiliana. Percorrendo poco più di trenta chilometri, si possono ammirare tutte le espressioni del Delta:

  • – i paesaggi boschivi del bosco della Mesola,
  • – le risaie delle sconfinate campagne che circondano l’Abbazia di Pomposa,
  • – e gli intricati specchi vallivi che rendono Comacchio l’habitat ideale per anguille e fenicotteri.

Si parte dalla sagra dell’asparago, un toccasana per corpo e spirito, che tinge il paese di Mesola ed il suo bosco di verde.
Originatosi presumibilmente nel Medioevo su cordoni dunosi formati dal Po di Goro e dal Po di Volano, il Bosco della Mesola è oggi la più estesa area boscata del ferrarese. Il terreno è di origine alluvionale e presenta un andamento irregolare, sintomo della presenza di antiche dune, che a tratti formano dei ristagni d’acqua, con vegetazione palustre.

Bosco della Mesola

Bosco della Mesola – foto concessa dall’azienda Agricola Corte Madonnina

Un tempo il bosco, essendo circondato da paludi, accoglieva numerose varietà di uccelli, tipici delle zone umide; la drastica riduzione della fauna, causata dalle opere di prosciugamento, è stata frenata con la realizzazione di una zona umida all’interno del bosco, chiamata Elciola, chiusa generalmente al pubblico dove trovano rifugio anatidi e aironi.

Frutto di queste terre sabbiose e umide, è il classico asparago verde d’Altedo che ha ottenuto il marchio IGP. Coltivato nel Delta ferrarese, è un ortaggio ricco di fibra e di elementi minerali fondamentali, in particolare calcio, fosforo, magnesio e potassio, apporta inoltre limitate quantità di grassi, proteine e zuccheri. Possiede anche un buon contenuto di antiossidanti, nonché di vitamina A, B6 e C ed è un’eccellente fonte di acido folico.

Il comune di Mesola per festeggiare questo benefico ortaggio organizza ogni anno, un ricco e gustoso programma, che prevede mostre, visite guidate, degustazioni e ricette.
La sagra dell’asparago quest’anno si volgerà sia nelle strade e piazze del borgo sia all’interno dei locali del Castello estense e ovviamente si estenderà nella riserva naturale del secolare Gran Bosco della Mesola, dove tra Lecci, Olmi e Pini nascono gli asparagi.

L’inaugurazione della sagra dell’asparago sarà venerdì 25 aprile, e darà il via a nove giornate ricche di appuntamenti. Sarà possibile effettuare escursioni guidate in battello sul Po di Goro per visitare il Museo Archeologico di San Basilio e il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin.

I più sportivi potranno iscriversi all’escursione guidata in bicicletta “alla scoperta dell’Asparago” che prevede interessanti soste didattiche, i romantici potranno invece scoprire il Gran Bosco della Mesola al chiaro di luna, grazie alle visite guidate in notturna. Non mancheranno le degustazioni guidate dei prodotti tipici del territorio e ovviamente dell’asparago: il risotto, la frittata e perfino il dolce all’asparago sono solo alcune delle ricette proposte.
Mercatini tematici, mostra delle macchine agricole, trenino panoramico, mongolfiere e luna park, animeranno la Sagra dell’asparago, rendendola un evento perfetto anche per le famiglie con i bambini, per i quali sono stati previsti giochi e laboratori di giochi di prestigio.

Abbazia di Pomposa

Abbazia di Pomposa – foto concessa dall’azienda Agricola Corte Madonnina

Proseguendo in direzione mare, seguendo la strada romea che rappresenta un percorso di notevole interesse storico perché in parte ricalca il tracciato di un’antica strada medievale, che collegava Venezia a Roma (da cui il nome romea) e che aveva funzione commerciale, non potrete non notare il campanile dell’Abbazia di Pomposa, che da più di 950 anni, sorveglia i territori circostanti e scandisce il passare del tempo.

Oggi l’Abbazia di Pomposa è un complesso architettonico di inestimabile valore storico il cui campanile svetta dal Parco del Delta del Po.
Difficile è immaginare che un tempo era un’isola, caratterizzata da un grande fermento spirituale e religioso.

L’insula Pomposiana, conosciuta già nell’antichità, era infatti in origine circondata dalle acque (la circondavano il Po di Goro, il Po di Volano ed il mare). Si hanno notizie di un’abbazia benedettina, di dimensioni inferiori a quella attuale, già a partire dal IX secolo, ma l’insediamento della prima comunità monastica nell’Insula Pomposiana risale al VI-VII secolo. Il primo documento storico che attesti l’esistenza dell’abbazia è comunque del IX secolo. L’abbazia che noi oggi ammiriamo venne consacrata nel 1026 dall’abate Guido.

Fino al XIV secolo l’abbazia godette di un periodo particolarmente florido, grazie alle donazioni e  anche grazie alle diverse proprietà di alcuni dei terreni circostanti e di altri nel resto d’Italia. Successivamente ebbe un lento declino, dovuto a fattori geografici e ambientali, quali la malaria e l’impaludamento della zona, causato anche dalla deviazione dell’alveo del Po (rotta di Ficarolo, 1152).

Nonostante ciò ebbe comunque una grande importanza per la conservazione e la diffusione della cultura durante tutto il Medioevo, grazie ai monaci amanuensi che vi risiedevano e sempre in quest’abbazia il monaco Guido d’Arezzo ideò la moderna notazione musicale e fissò il nome delle note musicali che anche noi conosciamo.

Proprio per rievocare gli antichi splendori e provare l’emozione di vivere nell’anno 1000 anche solo per un giorno, nasce l’evento POMPOSIA IMPERIALIS ABBAZIA che tramite la riproposizione di importanti episodi e di scorci di vita quotidiana, riesce a creare la suggestione di un ritorno alle origini.

Girovagando tra gli ambienti del complesso abbaziale si potranno incontrare i tanti figuranti in costume d’epoca, nel prato circostante si potranno visitare gli  accampamenti militari, il villaggio di contadini, il borgo dei pescatori, il borgo dei pastori ed il campo degli arcieri. Durante la giornata verranno riprodotti episodi di vita monastica, dimostrazioni di antichi mestieri e animazioni musicali a tema.

La rievocazione storica inizierà sabato 7 giugno alle 18.30 con una rappresentazione scenica  dell’arrivo a Pomposa dell’imperatore Ottone III, a cui seguirà l’esibizione degli Armigeri e degli sbandieratori. Cene medievali e degustazioni ispirate all’alimentazione dell’epoca saranno disponibili presso i borghi e le taverne situate nel parco abbaziale o, in alternativa, presso i ristoranti locali aderenti all’iniziativa. La serata continuerà con animazioni itineranti, ricostruzioni di scene medievali, danze e combattimenti.

La giornata di domenica sarà arricchita da sfilate, tornei di tiro con l’arco, esibizioni degli sbandieratori e mercatini espositivi tematici. Pomposia Imperialis Abbatia è un’iniziativa molto interessante sia dal punto di vista turistico che locale, proprio perché offre un’occasione irripetibile  per conoscere la storia dell’isola pomposiana e per vistare spazi e ambienti carichi di grande suggestione.

Comacchio

Comacchio – foto concessa dall’azienda Agricola Corte Madonnina

Dopo questo breve tuffo nel passato, il viaggio riprende verso quello che era un piccolo stanziamento etrusco oggi conosciuto come Comacchio.

Comacchio è, sotto l’aspetto paesaggistico e storico, uno dei centri maggiori del Delta del Po. Ebbe origine circa duemila anni fa e durante la propria storia fu assoggettata al potere dell’Esarcato di Ravenna, del Ducato di Ferrara, ed infine entrò nei territori dello Stato Pontificio.
L’etimologia del nome è incerta si presuppone possa derivare dal greco-latino cumaculum “piccola onda”; o dall’etrusco “raggruppamento di dossi“-
Sorta dall’unione di tredici piccole isole (cordoni dunosi litoranei) formatisi dall’intersecarsi della foce del Po di Primaro col mare, ha orientato il proprio sviluppo, sul piano dell’urbanistica, su quello dell’economia, ma soprattutto sull’elemento che lo contraddistingue, l’acqua.

Per assaporare le numerose ricette tradizionali della cucina comacchiese, tutte a base di pesce e di anguilla, e per godere dell’ospitalità e veracità di questo paese di pescatori, la “Sagra della seppia e della canocchia” che si tiene a Porto Garibaldi, frazione del comune di Comacchio, è sicuramente un appuntamento da non perdere. In questa occasione i maestri della gastronomia locale propongono a tutti i visitatori succulente ricette a base di seppie, canocchie e prodotti ittici locali, cucinati secondo l’antica tradizione.

Uno spazioso stand gastronomico e numerosi luoghi espositivi saranno preparati per offrire a tutti i visitatori i migliori molluschi e crostacei.

Porto Garibaldi nei due weekend di maggio (17/18 e 24/35) si trasforma, e da terra di pescatori e marinai diviene luogo di turismo e accoglienza.
La sagra della seppia e della canocchia non è solo gastronomia e mercato ittico. Oltre a poter gustare le prelibatezze della tradizione comacchiese, gli ospiti potranno approfittare delle numerose attività in programma.
I mercatini espositivi e le aree dedicate ai più piccoli renderanno il passeggio piacevole e divertente, le esibizioni dei ragazzi delle palestre locali assieme ai concerti che si susseguiranno durante la sagra della seppia e della canocchia offriranno divertenti momenti di svago. L’opportunità di volgere uno sguardo anche alla natura e al territorio sarà data dall’escursione non agonistica che si terrà domenica 18 maggio. Per ammirare lo stupendo entroterra del comune di Comacchio in sella alla propria bicicletta l’appuntamento è nei pressi dello stand ufficiale sagra della seppia e della canocchia

Se invece preferite addentravi nell’ambiente lagunare a bordo di una motonave, potrete approfittare alle numerose iniziative proposte dalle aziende turistiche che in questo periodo organizzano escursioni verso il mare, la costa e l’interno della laguna.

Ma oltre alle specialità di pesce, la cucina ferrarese offre gustosi primi piatti a base di zucca e pasta fresca e secondi di carne accompagnati da saporiti contorni. Per approfittare a pieno della varietà di sapori e colori che il Delta del Po offre, l’azienda Agricola Corte Madonnina, sulla strada Romea di fianco all’Abbazia di Pomposa, sarà felice di guidarvi alla scoperta dei vini locali e delle altre tipicità ferraresi.